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UKMO: l’inverno europeo può attendere. Piogge autunnali nell’Europa occidentale e del Nord

di Andrea Meloni
28 Nov 2006 - 12:02
in Senza categoria
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Proiezione UKMO per le ore 00z del 3 dicembre 2006 a cura del Meteo Giornale. In Italia sarà presente ancora l'Alta Pressione (in verde).
Venti giorni fa, subito dopo l’avvento del ciclo caratterizzato dal clima mite e dal tempo buono, si diceva che erano in atto gli effetti dell’Estate di San Martino (secondo tradizione popolare). A distanza di un mese, le previsioni diffuse dai Centri di Calcolo ci mostrano ancora Alta Pressione e temperature superiori alla media stagionale per l’Italia. Quasi un’estate indiana, in quel contesto che vede il clima europeo verso un tendenza all’estremizzazione.

L’ultima elaborazione del modello matematico UKMO che traccia le linee di tendenza per un periodo di 144 ore, conferma il persistere di una circolazione latitudinale o meglio conosciuta come zonale.

In questa stagione, la zonalità è sovente apportatrice di tempo variabile per l’Italia, ma nell’osservazione delle carte che illustrano la distribuzione della pressione atmosferica in quota e dei venti, sottolineiamo la persistenza di un flusso atlantico altissimo di latitudine, in ulteriore salita verso nord mentre sul Mar Mediterraneo l’attuale presenza del regime di alta pressione è veduto in rinforzo.

A differenza di ECMWF, il modello matematico UKMO non vede alcun scivolamento di saccature dal Mare del Nord verso il Sud Italia per il 3 e 4 dicembre, tuttavia si osserva una lievissimo cedimento barico sulla Francia, sintomo del passaggio di una perturbazione atlantica.

UKMO a 850 hPa, nelle proiezioni che vanno sino a 72 ore individua l’allocazione di isoterme a 0°C confinate nell’estremo nord europeo, con la traccia di un’isola fredda a 0°C in passaggio sull’Austria e l’Ungheria, che calerà la temperatura sulle Venezie, specie le zone esposte. Ma saremo ben lungi dall’assistere di una normalità climatica.

A 72 ore (30 novembre), tal modello matematico conferma una previsione di gelo per l’estremo nord del Continente nord americano, in linea con le altre proiezioni dei Centri di Calcolo.

La proiezione delle precipitazioni, alloca piogge per i prossimi due giorni in Sicilia, pioviggini e nebbie in Val Padana, mentre piogge derivanti dal passaggio di una perturbazione atlantica si avranno in Portogallo, il nord ovest della Spagna, la Francia, le Isole Britanniche oltre che la Scandinavia, dove è in atto un marcato disgelo che segue al freddo delle scorse settimane.

Infine, nella libera atmosfera, in alta quota, l’analisi del Jet Stream secondo UKMO, illustra per le prossime 72 ore l’attenuarsi delle correnti sciroccali sulla Sicilia, quelle che in parte sono state responsabili della pioggia di queste ore, mentre nel resto dell’Italia non si avranno influenze di sorta da tal corrente, con venti assenti ed attenuazione delle turbolenze.

Le correnti occidentali del Jet Stream previsto alla quota topografica di 200 hPa, interesseranno l’Europa occidentale, con venti che nelle coste atlantiche dell’Irlanda soffieranno sino a 250 km/h.

In conclusione. La mia considerazione sull’evoluzione UKMO non può di certo concludersi con un ottimismo nel breve e medio termine, in quanto la persistenza di alte pressioni alle nostre latitudini devia verso l’alto i valori termici medi, riduce il numero di giorni di pioggia ed anche la piovosità.

Inoltre è un danno all’ambiente per l’assenza di neve in montagna, oltre che una disfatta per gli operatori turistici che d’inverno sviluppano servizi. I danni si possono poi estendere anche ad altri settori, come quello dell’inquinamento delle aree urbane che con una simile evoluzione sarà in aumento.

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