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Sembra scongiurata la scissione del vortice stratosferico. Il debole “stratwarming” in atto dovrebbe avere le ore contate

di Michelangelo Nitti
08 Gen 2005 - 09:18
in Senza categoria
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Mappa d'analisi GFS della circolazione nord emisferica. Fonte: https://grads.iges.org/pix/hemi.fcst.html.
Nell’Emisfero Boreale, il vortice polare stratosferico è in lenta attenuazione e tende ad assumere una forma sempre più ellittica a causa del graduale sviluppo di un anticiclone sul medio Oceano Atlantico.
Nel medio termine, con l’arretramento del persistente anticiclone pacifico e di quello atlantico, l’asse del VP stratosferico tenderà ad allungarsi dal Nord America occidentale all’Europa orientale, con minimo appena a nord-ovest della Groenlandia.

Le dinamiche stratosferiche dovrebbero favorire la tendenza a “wave2 pattern” nella circolazione troposferica, ma l’intensità ancora troppo elevata dei “westerlies”, specialmente nel comparto euro-atlantico, ostacola lo sviluppo di una seconda, grande, onda planetaria.
Sembra inoltre scongiurata, almeno per il momento, la scissione del vortice stratosferico, con successivo “stratwarming” generalizzato, mentre il debole “stratwarming” in atto nell’alta stratosfera, dovrebbe avere le ore contate.
Il modello GFS si vede così costretto a modificare le precedenti previsioni emisferiche individuando, nella circolazione troposferica a medio-lungo termine, la tendenza verso una configurazione a tre grandi onde risonanti quasi stazionarie.

Nella media e alta troposfera, il persistente promontorio bloccante del Pacifico centro-orientale continua ad essere alimentato da “forcing” d’origine tropicale e dalle anomalie termiche oceaniche. Da circa tre giorni, in quel settore del Pacifico, la tendenza a “wave breaking” ha portato all’isolamento di una cellula anticiclonica alle alte latitudini, con parziale penetrazione nell’Artico. Di conseguenza il VP risulta frammentato, con minimi depressionari centrati prevalentemente su Groenlandia meridionale e Siberia orientale.
Il contrasto tra il vortice freddo siberiano, anormalmente vigoroso e dislocato troppo ad oriente, ed un robusto anticlone sub-tropicale sul Pacifico occidentale, alimenta intensi “jet streams” che pilotano forti sistemi perturbati attraverso le medie e alte latitudini del Pacifico centro-occidentale.
Le correnti perturbate che si muovono lungo un ramo meridionale dei “westerlies”, tagliano alla base l’insolitamente intenso promontorio pacifico e si portano verso gli “States” sud-occidentali americani confluendo con colate artiche provenienti dal Canada. Soprattutto la California è penalizzata da quest’anomala situazione meteorologica, con temperature più basse del normale e copiose precipitazioni, localmente a carattere alluvionale.

Nei prossimi giorni, il forte flusso zonale del Pacifico occidentale e dell’Atlantico determineranno una generale progressione del treno d’onde di Rossby. Il promontorio pacifico, andandosi a addossare alla catena delle Montagne Rocciose, risentirà gli effetti del “forcing” orografico e diventerà di nuovo bloccante, ma sarà contrassegnato da carattere estremamente baroclino alle alte latitudini.
Di conseguenza, le condizioni meteorologiche miglioreranno decisamente negli “States” sud-occidentali a partire dal 10-11 gennaio, mentre peggioreranno sul Canada occidentale.

L’estremità più settentrionale del vecchio blocco pacifico, in seguito a “cut-off” anticiclonico, genererà una cellula d’alta pressione in quota, dotata di moto retrogrado. Questa andrà a collocarsi sulla Siberia occidentale, sostituendosi all’attuale vortice ciclonico.
Il vortice freddo della Siberia orientale, spinto a latitudini ancora più basse, migrerà verso il Pacifico centro-occidentale, dopo aver portato una folata di aria siberiana sulle coste orientali asiatiche e sul Giappone.

Il modello GFS prevede, nel medio-lungo termine, la fusione della cellula anticiclonica che andrà ad isolarsi sulla Siberia orientale, con il moderato promontorio anticiclonico quasi costantemente agganciato al “forcing” orografico tibetano.
Questo “meeting” alimenterà un grande promontorio anticiclonico semi-stazionario sull’Asia centro-orientale ed ecciterà lo sviluppo di una possente onda risonante sul comparto euro-atlantico, inserita in una circolazione planetaria a “wave3 pattern”.
A partire dal 13 gennaio, la rapida crescita di quest’onda anticiclonica quasi stazionaria, collocata probabilmente tra l’Atlantico orientale e l’Europa occidentale, spingerà ancora più a nord il “jet stream” del fronte polare e inietterà colate artiche sempre più massicce sull’Europa orientale, con temporanee infiltrazioni di aria fredda continentale sull’Italia.

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