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Nucleo artico in progresso verso il bacino centro orientale del Mediterraneo. Effetti ed influenze marginali o reali?

di Antonio Pallucca e Mauro Meloni
20 Apr 2004 - 15:30
in Senza categoria
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Prima mappa ECMWF (analisi del geopotenziale a 500 hPa), rielaborata tenendo conto delle tendenze espresse dai runs di ingresso 
e relativa ad un'interpolazione media di tre principali modelli 
(ECMWF+UKMO+GFS). Il risultato sembra molto diverso da quanto prospettato da 
ogni singolo modello e molto più in linea con quello di Reading. La seconda mappa è un'analisi ECMWF a 850 hPa per lunedì 26 aprile: si nota l'avvicinamento di correnti fredde dalla Russia e rielaborazione tramite interpolazione sempre su base Reading. Fonte: www.ecmwf.int.

Le ultime elaborazioni del più prestigioso centro di calcolo europeo (ECMWF) accennano a qualche piccola modifica rispetto ai precedenti aggiornamenti riguardo all’evoluzione attesa tra il prossimo fine settimana e l’inizio della prossima.

Tuttavia, osservando l’interpolazione di tre principali modelli (ECMWF/UKMO/GFS), la situazione non sembra ancora ben definita. Tale “mediazione” (tra vari poli) delle linee bariche porterebbe ad una maggiore incidenza dell’avvezione fredda in area Mediterranea.

Anzitutto, per venerdì 23 viene confermato il connubio fra l’HP atlantico,la cui radice è sub-tropicale e quello nordico; centrato con i suoi massimi pressori a nord della Norvegia e in collegamento tramite una complessa architettura barica di selle e ponti .

Di conseguenza, tale configurazione barica favorirebbe l’arrivo verso la Penisola Scandinava di correnti gelide orientali (isoterme fino a -12°C a 850 hPa sulla Finlandia), convogliate da una depressione in approfondimento per sabato 24 sul mar Baltico (valori al suolo di 1008 hPa).

Dall’interazione dei “motori della natura”, HP/LP, e dalla traiettoria che assumerà la struttura depressionaria a carattere freddo, dipenderanno le sorti del tempo europeo e, in prospettiva, anche quelle del bacino centrale del Mediterraneo.

Per la giornata di domenica 25 il vortice freddo comincerà lentamente a traslare verso SSE, posizionando il perno sulla Polonia e le regioni balcaniche più orientali, aprendo un corridoio freddo verso le nazioni centrali del nostro Continente. Soprattutto il settore nord-orientale italiano verrà lambito da infiltrazioni d’aria fredda ( una circa +4°C a 850 hpa., attualmente non ben stimata).

In base a queste proiezioni, bisognerà attendere conferme che la depressione trasli ulteriormente verso sud-sud/est per favorire l’intrusione d’aria fredda d’origine artica verso le nostre regioni, attraverso la Porta della Bora.

Le altre proiezioni numeriche, quindi un’interpolazione a questo punto è necessaria, indicano strade evolutive abbastanza diverse, a conferma di una situazione ancora scarsamente predicibile sul medio-lungo termine. Tuttavia, è indicato omogeneamente da tutte le carte la notevole espansione verso N/NE dell’HP sub-tropicale oceanico.

Le ultime GFS (elaborazione delle ore 00Z) vedono ad esempio l’intrusione, già per la giornata di domenica 25, di un vortice freddo in quota sulle nostre regioni dell’alto Adriatico, in spostamento retrogrado fin verso la Tunisia, andando poi definitvamente a colmarsi entro lunedì sul canale di Sicilia.

Il modello americano, per ovvie questioni climatiche e statistiche, non supporta l’ipotesi d’avvezione fredda diretta verso le nostre regioni, pur manifestando un’intenzione sul più lungo termine che vedrebbe una sua relativa esposizione tramite infiltrazioni fredde di matrice continentale, in seno a nuclei depressionari in quota che promettono condizioni meteo diffusamente instabili.

In conclusione, dunque, situazione ancora fortemente complessa già sul medio-lungo termine, difficile sciogliere la prognosi.

Nel frattempo è confermata, sul breve termine, l’espansione verso il Mediterraneo centro-occidentale di un promontorio anticiclonico di matrice nord-africana, che manifesterà i massimi effetti tra mercoledì 21 e venerdì 23 del c.m.

Proprio dalla giornata di venerdì sarebbe atteso un cedimento della struttura fra sud della Francia, Penisola Iberica e Mediterraneo occidentale, a causa di un affondo depressionario in quota collegato alla Depressione d’Islanda. Depressione che non ha ancora trovato la sua “giusta dimensione”.

La successiva prevista rapida espansione dell’Anticiclone oceanico verso latitudini nordiche, in direzione del Regno Unito, mare del Nord, determinerà la frattura già per venerdì dell’affondo depressionario diretto sul Mediterraneo occidentale, con l’isolamento di un vortice (cut-off) a ridosso della Sardegna.

Tale vortice (goccia fredda in quota), letto in maniera conforme anche dalla recente emissione delle ECMWF, insisterà per tutto il fine settimana sul basso Mediterraneo, apportando probabili condizioni d’instabilità fra il basso Tirreno e le isole maggiori.

Dunque, tanta “carne al fuoco” per i prossimi giorni, come appena analizzato, con tanti elementi da prendere in considerazione: l’Anticiclone scandinavo, il vortice ciclonico autonomo in quota che vagherà sui nostri mari meridionali, e la possibile intrusione d’aria fredda dalla Russia o dalla Scandinavia verso il Mediterraneo, per l’inizio della prossima settimana.

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