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Nel medio termine, l’affermarsi di moderati blocchi anticiclonici artici sospingerà a latitudini più basse i vortici freddi polari

di Michelangelo Nitti
18 Gen 2005 - 12:40
in Senza categoria
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Analisi nord-emisferica GFS. Fonte: https://grads.iges.org/pix/hemi.fcst.html.
Alle medie e alte latitudini del Nord Emisfero, la situazione meteorologica evolve come previsto nei giorni scorsi dal modello GFS, anche se con qualche resistenza, specie nella media atmosfera, ancora restia a subire gli effetti della sempre più intensa propagazione verticale d’onda.
Il vortice stratosferico è ancora molto attivo. Nel medio termine assumerà forma sempre più ellittica (“wave2 pattern”), con asse in sensibile rotazione antioraria. Il modello di previsione GFS prevede per il 24 di questo mese, un VP stratosferico allungato dal Nord America centro-orientale all’Asia occidentale. Il minimo del vortice traslerà gradualmente dall’Arcipelago Canadese occidentale alla Groenlandia settentrionale, con probabile tendenza allo “split”.
L’intenso anticiclone stazionante sull’Asia orientale si porterà nell’Oceano Pacifico centro-occidentale. Quello in fase di rapida intensificazione in pieno Atlantico si avvicinerà all’Europa; il massimo si stabilirà tra il Portogallo e le Azzorre tra una settimana circa. Sarà sopratutto quest’ultimo ad introdurre nella media e bassa stratosfera, ulteriori disturbi nel vortice, determinando una lenta attenuazione del flusso zonale. Inoltre, nella media e alta stratosfera, dovrebbe manifestarsi un “minor warming”.

Anche nella troposfera i “westerlies” risultano ancora molto intensi, ma sono destinati ad attenuarsi ulteriormente.
Gli ultimi 4-5 giorni sono stati caratterizzati dalla ripresa dell’attività bloccante alle medie e alte latitudini dell’Emisfero Boreale. Dopo una temporanea attenuazione, il robusto “blocking” pacifico, sta tornando di nuovo in auge per la migrazione verso levante di una marcata anomalia di geopotenziale di segno positivo sviluppatasi sull’Asia orientale intorno al 12 gennaio.
Un nuovo, moderato, “blocking” si è formato sull’Europa centro-orientale per lo sviluppo di una vasta anomalia positiva di geopotenziale (100-150 m a 500 hPa) associata ad un promontorio anticiclonico, destinato a traslare verso levante nei prossimi giorni. Questo “ridge” anticiclonico, raggiunta l’Asia occidentale intorno al 21 di questo mese, diventerà nuovamente bloccante e si protenderà verso nord, penetrando parzialmente nell’Artico.

Nel medio termine, l’affermarsi di moderati blocchi anticiclonici artici sospingerà a latitudini più basse i vortici freddi polari, con grandi colate d’aria gelida dirette principalmente verso le coste orientali nord-americane e la porzione centro-orientale dell’Europa.
Un vortice ciclonico in quota abbastanza intenso insisterà sulla Siberia orientale, con temporanee, gelide, digressioni verso la Corea, il Giappone e il contiguo Oceano Pacifico. Le saccature che si spingeranno sul Pacifico occidentale entreranno in conflitto con le elevate temperature oceaniche e con un intenso anticiclone subtropicale che insiste sul settore orientale del Pacifico. Ne deriverà una marcata attività ciclogenetica e frontogenetica associata ad un’estesa banda di forti correnti occidentali che si allungheranno verso il Canada occidentale, portandovi copiose precipitazioni e temperature relativamente miti.

Potenti “jet stream” attraverseranno l’alta troposfera anche nell’Atlantico occidentale presso la discontinuità termica tra la saccatura del Nord America orientale ed il “blocking” anticiclonico con radici sub-tropicali, in affermazione nel comparto Atlantico.
II settore più settentrionale del robusto promontorio atlantico sarà contrassegnato da carattere estremamente baroclino e tenderà a diventare pulsante in senso meridiano, ma con scarsa penetrazione nell’Artico. Di conseguenza, la corrente a getto del fronte polare attraverserà il promontorio intorno alla latitudine di 60° N, per poi precipitare sul continente europeo, trasportando veloci perturbazioni nord-atlantiche, seguite da temporanee irruzioni d’aria fredda.
Soltanto il settore sud-occidentale dell’Europa non sarà investito dal flusso perturbato nord-atlantico e dalle correnti fredde, mentre sulla Russia europea i sistemi perturbati confluiranno con aria gelida siberiana.

Più ad est, i potenti “westerlies” provenienti dal Mediterraneo Orientale, taglieranno alla base (“cut-off” anticiclonico) e poi demoliranno temporaneamente, il promontorio bloccante asiatico, trasportando sistemi frontali, anche di notevole intensità, a latitudini molto basse attraverso il Medio Oriente, l’India settentrionale, il Nepal e la Cina sud-orientale. Insolite precipitazioni, anche copiose, dovrebbero cadere su parte dell’Egitto, sull’Arabia centro-settentrionale, nell’Iran occidentale e meridionale, nel Golfo Persico e nell’Afghanistan.

In ogni modo, almeno fino agli ultimi giorni di questo mese, nell’Emisfero Nord, dovrebbe prevalere una circolazione troposferica a tre grandi onde planetarie quasi stazionarie. Soltanto tra il 24 e il 28 gennaio si manifesterà una “wave2 pattern” per la temporanea demolizione dell’onda planetaria dell’Asia centrale.
Ciò dovrebbe consentire un breve “meeting” tra il “blocking” anticiclonico atlantico e la cellula di alta pressione in quota isolatasi per “cut-off” presso le coste artiche siberiane.
Il verificarsi di quest’evento creerà un lungo corridoio di fredde saccature russo-siberiane, in allungamento verso l’Europa centro-meridionale, con temperature molto basse anche in Italia e… rischio neve, soprattutto nelle località interne e adriatiche del Centro – Sud.

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