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Multimodel: Evoluzione meteo in bilico per il Ponte dell’Immacolata, divergenze modellistiche irrisolte

di Mauro Meloni
03 Dic 2008 - 15:03
in Senza categoria
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La prima mappa mostra, in stile spaghetti, una sovrapposizione con tutte le diverse ipotesi dei principali modelli matematici, in riferimento alla proiezione per la notte fra il 7 e l'8 Dicembre. Nella seconda mappa si può invece notare la soluzione media configurativa (basata su tutte le linee modellistiche presenti nella prima immagine) a 500 hPa e sul livello del mare: dovesse andare in porto questa via di mezzo, un po' di freddo raggiungerebbe la nostra Penisola, ma con instabilità più smorzata e limitata ai settori centrali adriatici ed al Sud Italia. Fonte: https://www.meteogiornale.it/mappe

La vasta area ciclonica di matrice nord-atlantica sta per inviare nuovamente il proprio respiro perturbato e piovoso verso le nostre regioni. Il recente affondo di un ramo della saccatura fin verso l’entroterra libico-tunisino sta favorendo la risalita di un fronte temporalesco in direzione del Sud, colpito in questo frangente da una temporanea fase di maltempo. Una lieve ansa anticiclonica si è infatti fatta strada verso il Centro-Nord dell’Italia, contribuendo ad un parziale miglioramento.

L’Alta Pressione oceanica da ovest non riuscirà ad esercitare da ovest una spinta tale da impedire il nuovo abbassamento di latitudine di una profonda area depressionaria nei pressi dell’Islanda, destinata a portarsi sulle Isole Britanniche nelle prossime 24 ore ed espandere il proprio raggio d’azione verso l’Italia, ove contribuirà a trascinare una veloce perturbazione.

Nel corso della giornata di Sabato il nucleo della depressione si sposterà sul Baltico e nel frattempo l’Alta Pressione atlantica tenderà a risalire di latitudine lungo i meridiani atlantici, andando parzialmente ad invadere le Isole Britanniche. Quest’espansione anticiclonica andrà a creare i presupposti per l’affondo di una nuova saccatura, alimentata da masse d’aria fredde polari-marittime, verso le nostre regioni mediterranee.

Ciò farebbe concretizzare una colata d’aria fredda verso l’Italia fra Domenica e Lunedì, ma i modelli mostrano fra loro delle importanti differenze, in particolare fra le GFS e le ECMWF. Ciò è ancor più evidente la prima mappa elaborata in alto, che mostra una sovrapposizione dei vari modelli proprio per la mezzanotte fra Domenica 7 e Lunedì 8 Dicembre.

Lo schema barico delle GFS, tracciato in blu, pone la saccatura sulle nostre regioni, con una 548 dam tra Adriatico e regioni meridionali. Molto diverse le ECMWF, la cui configurazione risulta tracciata in rosso: come si può notare, la saccatura sfilerebbe molto più rapidamente verso levante, con obiettivo l’area balcanica e solo la 560 dam riuscirebbe a lambire i versanti orientali della Penisola. Per la cronaca le ECMWF sono del tutto similari alle UKMO (color giallo-arancio sulla mappa), mentre a braccetto con le GFS vi sono le NOGAPS (isoipse in verde) ed il run di controllo delle GENS, il quale pone addirittura il nocciolo freddo in quota fra Corsica e Sardegna.

A seconda della posizione dell’asse di saccatura, ben diverse sarebbero le condizioni meteo sulle nostre regioni. Si profila dunque al momento un’incisiva diversità di vedute fra le mappe europee e quelle americane: d’altronde, le GFS06 non variano molto rispetto alle elaborazioni delle GFS00, mentre le ECMWF hanno quest’oggi ripercorso lo stesso schema già presentato ieri sera. La seconda mappa mostra cosa ne verrebbe fuori da una via di mezzo fra tutte le elaborazioni modellistiche attualmente prospettate dai principali centri di calcolo.

Non è certo da trascurare come la tendenza meteo per il Ponte dell’Immacolata potrà risultare determinante sulle vicende meteorologiche successive: un’eventuale espansione anticiclonica da ovest, così forte da spingere verso i Balcani la saccatura ciclonica, potrebbe assicurare condizioni meteo più stabili nel prosieguo della prossima settimana. Viceversa, in caso di importanti ripercussioni cicloniche (cut-off in isolamento) fin sulle nostre regioni, potrebbero trovar sfogo sul lungo termine nuovi affondi freddi ed instabili sul Mediterraneo, come a tratti propongono le varie emissioni del modello americano.

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