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Manipolazione meteo: programmi scientifici per fare calare il Riscaldamento Globale

di Giovanni De Luca
07 Dic 2018 - 06:27
in Senza categoria
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SCIENZA E METEO: come si è detto, vista l’impossibilità di trovare un accordo per il calo delle emissioni di CO2 in atmosfera (e ipotizzando che vi sia uno stretto legame tra le l’aumento delle temperature globali e l’aumento della percentuale di anidride carbonica), gli scienziati stanno studiando metodi per potere bloccare la radiazione solare e quindi ottenere “artificialmente” una diminuzione della temperatura della Terra.

Il primo progetto è detto “Progetto SAI”, ed è un tentativo di immettere in atmosfera una gran quantità di aerosol a base di zolfo (solfati), le cui goccioline sparse nella parte alta dell’atmosfera rifletterebbero la radiazione solare verso lo spazio esterno.

Si tratta in pratica di simulare le grandi eruzioni vulcaniche del passato (come il Krakatoa nel 1883 ed il Monte Tambora nel 1815), che, immettendo grandi quantità di SO2 in stratosfera, hanno causato una significativa diminuzione delle temperature globali.

In questo caso bisognerebbe progettare una flotta di aerei delle dimensioni di un grosso Boeing, in grado di volare ad un’altitudine stabile di 20 km, diffondendo lentamente le particelle di solforati contenute nei serbatoi.

Il progetto prevedrebbe di spedire una flotta di circa un centinaio di questi aerei, in circa 4000 missioni l’anno entro i prossimi 15 anni.

La quantità di particelle di zolfo immesse in alta atmosfera sarebbero in grado di riflettere la radiazione solare permettendo un significativo calo delle temperature globali.

Il costo stimato sarebbe incredibilmente basso, appena 2,5 miliardi di dollari in 15 anni, e gli effetti sulla temperatura globale ed i danni evitati per il riscaldamento compenserebbero tali costi, anzi, sopravanzandoli.

Alcuni problemi potrebbero però derivare dal fatto che tali particelle, anche a distanza di anni, potrebbero ricadere a quote più basse, determinando il fenomeno delle ben note “piogge acide” che tanti danni provocarono alla vegetazione negli anni Sessanta e Settanta, quando non esistevano le normative attuali sulle emissioni di zolfo in atmosfera.

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