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Inverno, partenza nella seconda decade di gennaio?

di Ivan Gaddari
30 Dic 2013 - 13:57
in Senza categoria
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Il bilancio di dicembre:
giunto al penultimo giorno dell’anno si possono iniziare a tirare le somme circa l’andamento del mese di dicembre. Le prime due decadi sono state caratterizzate perlopiù dall’Alta Pressione: prima l’Omega Blocking, poi l’ultima fiammata subtropicale con tutte le conseguenze del caso. Le temperature sono state sovente superiori alla norma in montagna, mentre su pianure e valli hanno inciso – non poco – le forti inversioni termiche. Le minime hanno stazionato per vari giorni a ridosso della norma, anche se non ovunque. Ad aver “patito” maggiormente le conseguenze di un indice AO decisamente positivo sono state le regioni di nordovest, dove perlomeno il clima è stato invernale per lunghi tratti.

Terza decade col Vortice Polare:
il repentino raffreddamento del Vortice Polare ha portato ad un suo compattamento, tradottosi in una circolazione zonale prevalente. L’enorme energia potenziale contenuta al suo interno, a contatto con la superficie oceanica, ha prodotto enormi depressioni i cui effetti si sono rivelati devastanti sul Nord Europa. L’Alta Pressione, sino a quel momento dominante, è stata schiacciata sui paralleli lasciandosi sopraffare da alcune ondulazioni – più o meno pronunciate – del getto d’aria che scorre alle alte quote.

Inverno latitante:
nel quadro ondulatorio suddetto si sono inserire le varie perturbazioni transitate sul nostro Paese. Un pattern circolatorio che sussiste tuttora e dal quale è scaturito l’attuale peggioramento. L’ondata di maltempo più consistente è stata quella Natalizia, che ho prodotto ingentissime nevicate sui rilievi alpini. Ma si è trattato di una configurazione tardo autunnale, nulla a che vedere cogli impianti circolatori tipici dell’inverno e capaci di traghettare aria gelida alle medie latitudini.

Il trend di fine/inizio anno:
cambierà poco o nulla. L’attuale perturbazione avrà ripercussioni nelle regioni del Sud Italia, laddove le giornate di San Silvestro e Capodanno verranno segnate da condizioni di tempo incerto. Localmente perturbato. Altrove prevalenza di bel tempo, ma nuove perturbazioni incombono sull’avvio del nuovo anno e la più consistente dovrebbe raggiungerci durante l’Epifania.

Artico o Nord Atlantico?:
Sino a ieri potevamo annoverare il prossimo peggioramento all’interno di uno schema configurativo meridiano, mentre oggi assistiamo ad uno smorzamento dei toni che potrebbe coincidere con una minore ingerenza dell’aria fredda Artica. Ciò nonostante avremo a che fare comunque con una ciclogenesi di stampo invernale che potrebbe apportare qualche nevicata a quote collinari anche sulle regioni Centrali.

E l’Inverno?:
L’ultima corsa del modello Americano GFS, quella delle ore 06Z, potrebbe segnare un cambio configurativo sostanziale. Qualche cenno, giusto dirlo, lo si era colto anche dall’osservazione del collega Europeo ECMWF e lo stesso americano – a fasi alterne – aveva proposto in alcune emissioni la comparsa di un Anticiclone Russo-Siberiano in forma crescente. Ciò che possiamo dirvi, confermando le affermazioni dei precedenti articoli, è un cambiamento di alcuni indici teleconnettivi. Cambiamento che indicherebbe l’indebolimento del Vortice Polare, elemento essenziale per poter sperare in un avvio convincente della stagione invernale. Il run suddetto propone, quale ipotesi estrema, la suddivisione del Vortice Polare in due lobi e la comparsa di una zona di Alta Pressione sul Circolo Polare Artico. Non solo. Uno dei due lobi precipiterebbe sull’Euroasia andando ad alimentare ulteriormente il rigonfiamento dell’Alta Siberiana.

Focus: evoluzione sino al 12 gennaio 2014
Nelle prossime 48 ore, passaggio di testimone tra vecchio e nuovo anno, avremo condizioni meteo distinte: al Centro Nord e sulla Sardegna prevalenza di bel tempo, al Sud e sulla Sicilia piogge localmente intense. Nel corso della prima settimana del 2014 transiteranno due diverse perturbazioni: la prima meno consistente, la seconda più vivace e capace di scavare un Vortice ciclonico sul nostro Paese. Verrà anche un po’ di freddo e la neve farà visita ai rilievi a quote interessanti.

Il trend non dovrebbe mutare sino a fine periodo ed anzi, le oscillazioni del getto atlantico potrebbero incentivare una temporanea rimonta anticiclonica e quindi qualche giorno di bel tempo.

Evoluzione sino al 17 gennaio 2014
L’ultimo step previsionale è certamente quello più interessante, durante il quale si potrebbe assistere a manovre invernali fulminee e improvvise. Sarà a quel punto, probabilmente, che il freddo – quello vero – comincerà ad avvicinarsi al nostro Paese.

In conclusione.
Inverno che potrebbe svegliarsi a gennaio, confermando l’andamento registrato già negli ultimi anni. Sarà così anche quest anno? Probabile.

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