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Imminente fase fredda, analisi del nucleo gelido

di Nicola Cadeddu Antonio Meo
12 Dic 2007 - 18:35
in Senza categoria
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Per poter operare un confronto istruttivo, prendiamo in considerazione inizialmente la mappa MTG-GFS relativa ai geopotenziali, temperature alla quota di riferimento di 500 hpa ed in più la superficie a livello del mare. Barica relativa alle ore 06Z del prossimo 15 dicembre. 

Or bene, secondo il modello americano il nucleo gelido in quota, con valori termici fino a -35 gradi, andrà a posizionarsi col suo centro d'azione principale tra la penisola salentina e i Balcani, ma con estensione comprendente regioni centro meridionali dello stivale e penisola ellenica. Se tale evoluzione trovasse conferma, ecco che le previsioni stilate nel corso degli ultimi giorni troverebbero ampiamente conferma. 

La neve cadrebbe difatti su medio, basso Adriatico e settori ionici, anche sulle coste. Fenomeni probabilmente di debole intensità, ma non sono da escludere locali temporali nevosi ed accumuli per stau in prossimità dei rilievi esposti alle fredde correnti orientali. A goderne maggiormente sarebbero l'Abruzzo, il Molise e la Puglia. Sicuro l'interessamento di Marche, Calabria, Basilicata e Sicilia nord orientale.^^^^^Or bene, l'immagine allegata mostra chiaramente un differente posizionamento del nucleo gelido. Mentre l'americano GFS vedeva un ingresso lievemente più meridionale, il modello europeo propende sia per una maggiore estensione dell'area ciclonica, sia per una traiettoria leggermente più settentrionale. 

Ribadiamo che la quota di riferimento analitica è sempre la stessa, ossia i 500 hPa. Ma che comporta la differenza suddetta? In termini di freddo poco, in termini precipitativi tanto. Non per le regioni adriatiche e per quelle ioniche, comunque in pole position per le nevicate. Bensì per i settori tirrenici, che potrebbero godere di una maggiore componente ciclonica, specie in quota, a cui farebbero seguito possibili fenomeni nevosi in particolare su zone interne ed in prossimità dei principali rilievi. Con maggiore interessamento dei settori esposti ad est.

Tale circostanza porterebbe fenomeni anche verso il Lazio, la Campania, probabilmente i versanti orientali di Umbria e Marche, nonché l'est Sardegna.
L’analisi odierna vuol proporre un confronto tra i principali modelli di previsione a scala globale, onde evidenziare le possibili differenze evolutive circa la prossima avvezione fredda. Appurato ormai il ponte anticiclonico tra l’alta delle Azzorre e la sorella scandinava, dobbiamo cercare di capire quale sarà la traiettoria del nucleo gelido in quota atteso in transito sull’Europa orientale tra la giornata di domani e quella di venerdì.

Elemento, quello del posizionamento, indispensabile per comprendere quelle che potranno essere le regioni d’Italia maggiormente interessate dalle nevicate a quote basse. Più che basse sarebbe lecito dire “a quote pianeggianti”, visto e considerato che il freddo sarà intenso a tutte le quote (vista la parziale componente continentale delle masse d’aria in arrivo) e che la dama bianca andrà ad affacciarsi persino lungo le coste.


Riteniamo importante proseguire l’analisi col proporre la mappa, sempre relativa al 15 dicembre, ECMWF-MTG. L’ora di riferimento è quella delle 00Z, ciò perché il modello europeo, a differenza dell’americano, emette due aggiornamenti giornalieri. Contro i 4 del GFS. Giusto pertanto considerare, sempre nel posizionamento del nucleo gelido, le 6 ore di differenza.

Tuttavia, è bene sottolinearlo, la visione numerico-previsionale già dalla fase ipotetica dell’evoluzione fredda è stata differente. Si dovrà ora valutare la possibile concordanza nel brevissimo termine, come sovente accade in prossimità di un evento meteo.

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