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ECMWF vede fase anticiclonica crescente, ma da lunedì lieve cedimento barico

di Mauro Meloni
30 Giu 2009 - 10:01
in Senza categoria
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La mappa ECMWF a 500 hPa si riferisce a lunedì 6 Luglio e mostra un parziale appiattimento anticiclonico sul Mediterraneo Centrale: il Nord Italia sarà esposto all'influenza marginale di quella circolazione di bassa pressione centrata sul Regno Unito. Fonte: https://www.meteogiornale.it/mappe
L’instabilità atmosferica continua a palesarsi con estrema vivacità sulla nostra Penisola, grazie all’influenza di una modesta circolazione ciclonica ancora attiva sui Balcani, contraddistinta da un serbatoio d’aria relativamente fresca in quota. L’alta pressione subtropicale sta premendo da ovest, stimolata a risalire dall’Africa nord-occidentale per la presenza di una profonda area depressionaria centrata in pieno Atlantico.

L’anticiclone subtropicale si sta legando in maniera sempre più indissolubile all’anticiclone scandinavo, apportando un lungo corridoio di stabilità sull’Europa Occidentale. L’Italia sta nel mezzo e risente del debole flusso di correnti settentrionali in discesa lungo il canale di confine fra l’alta pressione presente ad ovest e la culla di bassa pressione sui Balcani. Questo afflusso di correnti da nord trascina spifferi d’aria fresca in quota, i quali incentivano l’instabilità ad evoluzione diurna.

Nei prossimi giorni l’alta pressione subtropicale è attesa in lenta espansione verso levante, ma il nostro Paese verrà ancora a trovarsi lungo il bordo orientale, con conseguenti sbuffi d’aria fresca da nord che incentiveranno l’instabilità. La persistenza del campo anticiclonico farà peraltro aumentare le temperature e le condizioni d’afa su diverse aree della Penisola, aumentando l’energia a disposizione per la genesi dei temporali pomeridiani in prossimità dei rilievi, in considerazione di moti verticali convettivi non del tutto inibiti.

Nel week-end il cuneo anticiclonico tenderà ad investire più direttamente l’Italia e pertanto avremo la fase apicale del bel tempo e dell’ondata di caldo. Lo spostamento dell’asse dell’anticiclone in corrispondenza del nostro Paese contribuirà non poco ad attenuare ulteriormente l’instabilità, con temporali termoconvettivi che pertanto si svilupperanno in maniera molto più localizzata in prossimità delle principali catene montuose.

La traslazione dell’alta pressione sul Mediterraneo Centrale sarà conseguenza di importanti novità sullo scacchiere barico europeo: la circolazione depressionaria atlantica, isolata per diversi giorni in Aperto Atlantico, inizierà la sua avanzata verso levante, raggiungendo le Isole Britanniche e causando la distruzione dell’alta pressione nordica, dopo un lungo periodo in cui si era stabilita sul cuore della Penisola Scandinava.

L’onda ciclonica atlantica proverà ad avanzare verso levante nei primi giorni della prossima settimana, trasportando correnti molto instabili da sud/ovest sull’Europa Centrale, mentre il perno della circolazione di bassa pressione resterà sulle Isole Britanniche. Un parziale cedimento anticiclonico interesserà anche il Nord Italia, che sarà raggiunto da queste masse d’aria instabile, mentre il cuneo subtropicale resisterà con forza sulle regioni meridionali e sulle Isole Maggiori.

Un secondo attacco ciclonico potrebbe profilarsi verso la parte centrale della settimana, quando la saccatura posta tra Isole Britanniche e Penisola Scandinava andrebbe a sferrare un attacco più deciso alla roccaforte anticiclonica sul Mediterraneo, con notevole calo dei geopotenziali sul Centro-Nord. Queste indicazioni di massima da parte del modello ECMWF, confermano come la prossima settimana potrebbe vedere condizioni meteo più dinamiche, caratterizzate dal possibile ingresso di correnti d’aria più fresca dal Nord Atlantico.

Non è certo nostra intenzione voler per forza accantonare una fase anticiclonica di bel tempo, ma la strada tracciata dai modelli sul lungo termine appare al momento abbastanza eloquente. Nei prossimi giorni s’intuirà maggiormente l’incisività di questo possibile cambiamento e dell’effettivo ridimensionamento dell’alta pressione sul Mediterraneo.

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