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Buffalo sepolta dal “Lake Effect Snow”: l’analisi dell’evento

di Ivan Gaddari
20 Nov 2014 - 09:26
in Senza categoria
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Le immagini incredibili, per certi versi terribili, giunte ieri da varie zone di Buffalo testimoniano l’impressionante accumulo al suolo: in alcuni punti, in poco più di 24 ore, sono caduto quasi 2 metri di neve. Ma cos’è che ha scatenato il fenomeno?

Anzitutto diamo uno sguardo all’immagine satellitare seguente, ottenuta tramite il sensore MODIS del satellite Aqua della NASA.

Osservando la zona dei laghi Erie e Ontario, le frecce bianche indicano le bande di nubi convettive (identificate facilmente dalla colorazione bianco brillante). L’immagine successiva, stavolta acquisita dal satellite Suomi NPP del consorzio NOAA/NASA tramite il sensore VIIRS, permette di osservare questo tipo di nubi un po’ più vicino (cerchiate in bianco).

Il fenomeno prende il nome di “Lake Effect Snow” ed è tipico di ogni stagione invernale in tutta la regione dei Grandi Laghi tra Stati Uniti e Canada. Si verifica quando una massa di aria artica molto fredda passa al di sopra degli specchi d’acqua; la grande differenza termica tra le acque di questi laghi (poco profondi) e la massa d’aria artica provoca la destabilizzazione della colonna d’aria dalla base e creando le bande convettive osservate pocanzi.

La mappa qui sopra, una GFS alla quota isobarica di 850 hPa (circa 1500 m in atmosfera standard) evidenzia isoterme di -15°C proprio nella zona dei Grandi Laghi. E’ un valore bassissimo, basti pensare che alle nostre latitudini è già tanto osservare – alla stessa quota – isoterme di -5°C nel cuore della stagione invernale. Come se non bastasse, siamo ancora in autunno e le acque superficiali dei Grandi Laghi – pur raffreddandosi più rapidamente dei mari o degli oceani – risultano relativamente miti.

Per concludere, vi presentiamo due immagini dall’alto dell’incredibile “Lake Effect Snow” su Buffalo. Immagini che non necessitano di alcun commento.

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