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Un’alta subtropicale provvidenziale per il Centro-Sud

di William Demasi
13 Mar 2005 - 22:11
in Senza categoria
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Panorama delle montagne d'Abruzzo. Foto di Alessandro de Ruvo.
La Primavera, è stagione di forti interscambi meridiani, che possono regalare forti precipitazioni, a volte addirittura nevose anche in pianura, o vistosi eventi caldi, magari seguiti da repentini episodi nevosi. Quest’anno tutti i modelli vedono la persistenza, almeno per sette giorni, di un’alta pressione di matrice subtropicale, con isoterme di +10°C su tutta l’Italia centro settentrionale, previsti per la prossima settimana.

Molti penseranno a un cambio di scenario, dopo un periodo lunghissimo, caratterizzato dalla presenza di un forte blocking atlantico. Ma in realtà la porta atlantica rimane per lo più chiusa, con solamente uno spostamento dell’asse dell’alta pressione subtropicale più verso ovest, con una forte depressione atlantica che riesce a malapena a interessare l’Europa centrale, subito poi bloccata nel corso dei giorni dall’affermarsi, addirittura, di un’alta termica sul comparto scandinavo. Insomma l’Italia sotto l’Alta subtropicale, ma la porta atlantica ancora chiusa, e ancora grosse possibilità di interscambi meridiani, tutti da valutare.

Però vorrei soffermarmi in questo articolo sui motivi per cui l’arrivo di una Subtropicale ora sull’Italia sia provvidenziale per il centro-sud del nostro Paese. Era logico che dopo due mesi di freddo umido e nevoso su buona parte dell’Italia, le cose sarebbero dovute cambiare, e una ipotesi per questo cambiamento sarebbe potuta essere una nuova fase atlantica con clima umido e piovoso che si sostituisse alla situazione precedente. Ma un tipo di cambio di circolazione sì fatto avrebbe comportato rischi idrogeologici notevoli per le zone appenniniche centro-meridionali.
Infatti in questo momento ingentissime quantità di acqua sono imprigionate in quota dalla presenza di neve a partire dagli 800 m un pò in tutto l’Appennino centro meridionale con punte di 3 metri ed oltre di manto nevoso in Sila e sui versanti esposti della Maiella: come dimenticare infatti le immagini da Capracotta (Molise) o Campitello matese (Molise) sommersi dalla neve.

Ora se il fato meteorologico avesse deciso di punire il centro-sud italiano, avrebbe scelto per farlo le umide correnti atlantiche che avrebbero portato un richiamo mite accompagnato da precipitazioni; ciò avrebbe potuto innescare pericolosissime emergenze, infatti il nostro sistema idrogeologico già fortemente scosso da un inverno particolarmente difficile non avrebbe potuto reggere al mix esplosivo fra aumento delle temperature e precipitazioni. Dunque in questo periodo la nostra natura ha voluto graziare il nostro bel paese da danni e lutti, ma per quanto ancora dovremo attendere per avere un organico riordino delle risorse idrogeologiche con la messa in sicurezza di vastissimi territori soggetti alla pesante spada di Damocle del rischio idrogeologico? Oggi possiamo dunque goderci per questi prossimi giorni un caldo tepore primaverile, e si spera che la permanenza dell’alta pressione subtropicale permetta un regolare deflusso di almeno il 50% delle riserve nevose presenti sugli Appennini.

Non dimentichiamo però il grave deficit idrico che interessa la Pianura Padana e il nordovest italiano in genere, situazione preoccupante che questa alta pressione tenderà a peggiorare. L’altro grosso pericolo che l’alta pressione potrà comportare nei prossimi giorni, che bisognerà monitorare e del quale è giusto informare fino alla ripetitività i fruitori delle nostre montagne e delle piste sciistiche, soprattutto del centro-sud, è quello delle Valanghe. Pericolo forte in questi giorni di alta pressione che con l’aumento delle temperature sarà sensibile su tutto l’Appennino nonché sulle Alpi. Attenzione dunque ai tranelli a cui si potrà incorrere in questi giorni, non abbiamo assolutamente bisogno di altre inutili tragedie della disinformazione.

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