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Temporanea affermazione dell’HP subtropicale, poi sviluppo di cut-off ciclonici mediterranei

di Michelangelo Nitti
26 Lug 2005 - 21:47
in Senza categoria
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Analisi della circolazione nord emisferica a 500 hPa. Fonte:
https://wxmaps.org/pix/hemi.fcst.html
Nel Nord Emisfero i “forcing” di matrice tropicale continuano a condizionare pesantemente la circolazione atmosferica alle latitudini subtropicali e temperato-meridionali.
Il ritorno della fascia di convergenza inter-tropicale (ITCZ) africana a latitudini anormalmente alte e l’ulteriore intensificazione dell’attività tropicale nel settore centro-occidentale del Nord Africa tende a favorire lo sviluppo di alte pressioni subtropicali dal Mediterraneo all’Europa centro-orientale.
La notevole attività tropicale del Centro America a nord dell’Equatore continua ad alimentare robuste HP subtropicali sugli Stati Uniti.
La Madden Julian Oscillation (MJO), sempre piuttosto debole ed irregolare, ma in moderata intensificazione, determina un incremento dell’attività convettiva sul Pacifico occidentale a nord dell’Equatore, esponendo ad un elevato rischio di tifoni il settore orientale dell’Asia. I “forcing” derivanti da questa notevole attività tropicale assecondano gli anticicloni dinamici pulsanti del Pacifico centro-occidentale, che sviluppano, ad intermittenza, cut-off anticiclonici nel settore più settentrionale di quell’oceano, associati a marcate anomalie positive di geopotenziale nella media e alta troposfera.

Negli ultimi sei giorni si è manifestata una rapida crescita delle anomalie positive di geopotenziale in quota alle alte latitudini dell’Emisfero Nord, in seguito alla fusione dell’anomalia del Pacifico settentrionale, penetrata nel settore di Bering dell’Artico, con quella migrata dal Labrador alla Groenlandia e all’Atlantico nord-occidentale. Entrambe le anomalie presentano un massimo di oltre 250 m sulla superficie isobarica a 500 hPa.
Questo “meeting” tra le principali anomalie positive di geopotenziale, promuove l’affermarsi di una circolazione anticiclonica in quota nel settore americano dell’Artico e la conseguente scissione del Vortice Polare.
Un primo vortice ciclonico in quota, prodotto dallo splitting del VP, si distende dal settore asiatico dell’Artico al Nord Europa. Il secondo dal Canada alle isole Aleutine. Quest’ultimo centro d’azione, piuttosto profondo e posto a latitudini anormalmente basse, entrando in vivace conflitto con il persistente anticiclone subtropicale statunitense, genera intense correnti a getto nell’alta atmosfera, dirette verso l’Atlantico.
Il promontorio anticiclonico a carattere pulsante che da lungo tempo, nelle sue spinte meridiane, visita frequentemente il Nord Atlantico, tende di nuovo a collassare, eroso dal rinvigorirsi del flusso zonale che pilota un veloce treno di sistemi perturbati provenienti dal Canada meridionale.

Nel comparto euro-atlantico, in seguito all’invecchiamento del blocco dinamico atlantico, prenderà a transitare il getto polare in grado d’avvettare cut-off ciclonici verso il Mediterraneo, nel medio-lungo termine.
Questa nuova configurazione del flusso sarà favorita dallo sviluppo di una vasta e profonda conca fredda su Arcipelago Canadese orientale e Atlantico settentrionale, incoraggiata dall’isolamento dell’anticiclone in quota nel settore di Bering dell’Artico, non più alimentato dal promontorio Atlantico.
Lo sviluppo di cut-off ciclonici nel Sud Europa e sul Mediterraneo sarà inoltre assecondato, probabilmente, dalla migrazione retrograda dell’HP subtropicale mediterranea, favorita dalla lenta traslazione verso l’America centrale della fase attiva della MJO.

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