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Tempo di cottura per l’Europa Meridionale

di Andrea Danzi
04 Ago 2008 - 11:24
in Senza categoria
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In Italia non si muove una foglia. Le isobare sono talmente lontane tra loro che non si notano neppure nella mappa odierna. Le speranze di un avvento rinfrescante sono riposte sull’estesa famiglia ciclonica britannica. Nonostante il moltiplicarsi delle depressioni bariche tra i 1000 ed i 1004 hPa, il lungo fronte freddo che da esse si estende nulla può contro la muraglia anticiclonica. Anche in Scandinavia si stanno organizzando manovre concrete di attacco laterale a questa grossa struttura di alta pressione. La depressione a 1002 hPa segna il confine con i territori sovietici.


Anche se il cuore della perturbazione è localizzato sopra il Regno Britannico, le espressioni più violente temporalesche avvengono in suolo franco-tedesco. Il fronte freddo, fotografato in tutto il suo splendore nell’immagine Meteosat odierna, impatta contro la trincea anticiclonica subtropicale determinando violenti scontri atmosferici conseguenti alla creazione e proliferazioni di numerosi banchi cumulonembici.
Anche sui Paesi Baltici gli effetti della formazione frontale fredda sopraccitata non sono da meno.


La carta dei geopotenziali a 500 hPa mette in luce l’esteso mare rovente che ricopre l’Europa meridionale.
L’isoipsa di riferimento dei 5800m di altitudine sale di latitudine scivolando lungo i versanti francesi pirenaici e raggiungendo le aree prealpine italiane.
Spicca la lingua rovente sahariana estesa su tutta la Penisola Iberica. Temperature di -10°C si riscontrato a quote elevatissime, 5900m di altitudine.


A dare manforte all’analisi sopra descritta è la carta relativa alla quota dello zero termico. Da i 4800m di altitudine in pieno Bacino del Mediterraneo sino ai 2400m della Gran Bretagna. La diminuzione non è brusca, a testimonianza che la colonna arida subtropicale influenza anche le aree assoggettate alla presenza ciclonica.

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