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Stratwarming estremo, le conseguenze: ripercussioni meteo sulla Primavera

di Mauro Meloni
17 Feb 2018 - 16:58
in Senza categoria
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Mancano circa dieci giorni all’avvio della nuova stagione meteorologica. La primavera partirà ufficialmente il 1° Marzo, ma quest’anno sembrano esserci tutti i presupposti per un avvio stagionale molto stentato, che potrebbe avere connotati molto invernali. Marzo ha spesso caratteristiche invernali, ma quest’anno potrebbe essere più avverso.

Forte riscaldamento della Stratosfera alle latitudini polari, anche di oltre 40°C in pochi giorni

 Nella parte destra del grafico, le colorazioni rosse denotano il marcato aumento dei geopotenziali lungo la colonna atmosferica alle alte latitudini, specie alle quote medio-alte e in propagazione alla troposfera.

Stiamo continuando a seguire gli effetti del forte riscaldamento della stratosfera, che ha inevitabilmente prodotto il marcato aumento dei geopotenziali in sede polare lungo tutta la colonna atmosferica, con prime ripercussioni anche ai piani inferiori della troposfera.

La graduale ripartenza del Vortice Polare in stratosfera va ad incetivare la propagazione del riscaldamento in troposfera, che andrebbe a produrre l’estrema debolezza del Vortice Polare alle quote atmosferiche laddove avvengono i fenomeni meteorologici.

Questo stratwarming è un evento di tipo Major che, come evidenziato da giorni, ha prodotto anche il clamoroso “split” del Vortice Polare, ovvero una rottura ed una suddivisione in due lobi. E’ uno stratwarming un po’ tardivo rispetto ad eventi importanti precedenti, che talvolta hanno preceduto grandi ondate di gelo in Europa ed in Italia.

Ricordiamo che uno stratwarming di questa entità porta ad avere pressioni più alte alle latitudini settentrionali, più basse invece su quelle meridionali. In tal senso, i nuclei gelidi del Vortice Polare potrebbero essere spinti alle medie latitudini portando ondate di gelo eclatanti anche in Europa.

Ora gli effetti di questo vero e proprio sconquasso atmosferico si iniziano a vedere nelle emissioni dei modelli meteo, che mostrano scenari estremi ma in continua variazione. Non vi è da sorprendersi, in quanto l’eventuale marcata propagazione dello Stratwarming in troposfera porta a cambiamenti atmosferici improvvisi.

Quello che vogliamo dire è che i modelli di previsione sono un po’ allo sbando e potrebbero intuire una determinata tendenza meteo senza grande anticipo. Le variazioni repentine saranno infatti all’ordine del giorno, ma la terza decade di febbraio appare il momento giusto per un notevole cambio di circolazione.

Gli indici climatici denotano questa probabile tendenza ad un fine inverno/inizio primavera con molta dinamicità e freddo probabile protagonista in Europa: la NAM, che misura lo stato di forza del Vortice Polare, sta scendendo a picco, ed anche AO e NAO si porteranno ben presto verso anomalie negative.

In conclusione, vi è la possibilità di una o più ondate di gelo anche importanti in Europa, tanto che non è escluso possa arrivare persino il Buran: impossibile al momento stabilire se anche il Mediterraneo e l’Italia potranno essere bersaglio. A prescindere dall’eventuale possibilità di gelo fino alle nostre latitudini, non dovrebbero mancare le ondate di maltempo.

Anche la prima parte di primavera sarà favorevole ad incursioni artiche, perché gli effetti di un simile stratwarming non si esuariranno a breve. Insomma, possiamo attenderci un marzo potenzialmente molto invernale e non una partenza primaverile precoce, come spesso accaduto negli ultimi anni. La stagione primaverile potrebbe quindi decollare più tardi del previsto.

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