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“Sale la febbre” sull’Italia, temporali sull’Appennino Centro-Settentrionale

di Mauro Meloni
17 Ago 2009 - 18:55
in Senza categoria
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“sale-la-febbre”-sull’italia,-temporali-sull’appennino-centro-settentrionale
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I sistemi perturbati oceanici scorrono ad alte latitudini, mentre l'Italia è abbracciata da un vasto anticiclone che tuttavia non ha evitato locali temporali di calore sull'entroterra appenninico. Copyright 2009 Eumetsat, rielaborazione grafica a cura della Redazione.
La fioritura di sistemi temporaleschi sull’entroterra montuoso appenninico è l’unico elemento degno di nota in quest’inizio settimana nel quale l’Italia si trova sotto l’implacabile abbraccio di una struttura anticiclonica, man mano accompagnata da un supporto anticiclonico sub-tropicale in quota, la cui principale conseguenza è quella di un progressivo riscaldamento delle temperature anche a livello del suolo.

Il campo di alta pressione s’estende parzialmente anche verso il Centro Europa, costringendo così il flusso umido ed instabile atlantico a scorrere a latitudini decisamente elevate. Le perturbazioni più consistenti si muovono così sulla parte settentrionale del Continente, con condizioni meteo di maggiore instabilità sulla Penisola Scandinava, laddove si trova il cuore principale di una vasta circolazione depressionaria, che si allunga fino alla porzione oceanica ad ovest delle Isole Britanniche.

Un debole fronte nuvoloso è riuscito a penetrare anche verso le zone centrali europee ad iniziare dalla Francia, ma si sta andando a sgretolare contro la barriera anticiclonica. Tuttavia, non mancano alcune situazioni temporalesche tra Germania, Polonia e Repubblica Ceca, generati dalla confluenza fra le masse d’aria atlantiche e quelle più calde ed umide che sono convogliate dalla struttura di alta pressione.

Nonostante la maggiore forza anticiclonica in atto su tutto il bacino centrale del Mediterraneo, come già anticipato sulla nostra Penisola non manca nemmeno quest’oggi una vivace fioritura temporalesca in corrispondenza della dorsale appenninica centro-settentrionale. La convezione è stata innescata dal debole afflusso di sbuffi d’aria leggermente più fresca in quota, di provenienza nord/occidentale.

Il contributo più importante a questi temporali è tuttavia regalato dal forte riscaldamento diurno, più forte sulle zone interne, mentre le coste possono beneficiare delle brezze marine refrigeranti. Le temperature registrate quest’oggi sono la testimonianza di un pomeriggio decisamente rovente, con valori localmente saliti di qualche grado rispetto ai giorni scorsi, tanto che risultano essere abbondantemente superiori alle medie del periodo. I picchi più elevati, pari a 37-38 gradi, si sono toccati sulle zone interne delle regioni tirreniche, così come in Puglia sull’entroterra foggiano.

Solleone e temperature elevate risulteranno essere la caratteristica principale dei prossimi giorni, stante l’ulteriore previsto rinforzo anticiclonico che vedrà una maggiore ingerenza del promontorio nord-africano sul Mediterraneo, ma anche in direzione dell’Europa Centrale. Il caldo potrebbe quindi crescere ulteriormente su diverse aree della nostra Penisola, per quella che potrebbe essere l’avvezione calda più importante almeno per quanto concerne le regioni settentrionali in termini d’intensità e durata. Le onde di caldo non sono propriamente normali in questo periodo sul Nord, abituato ai primi segnali di crisi estiva, che ancora quest’anno non si sono concretamente presentati.

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