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Resiste l’instabilità pomeridiana, ma l’anticiclone preme da ovest

di Mauro Meloni
29 Giu 2009 - 18:07
in Senza categoria
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Lo scenario instabile non concede tregua sull'Europa Orientale e anche l'Italia ne risente, seppure in maniera meno rilevante rispetto ai giorni appena trascorsi. Copyright 2009 Eumetsat.
I settori centro-orientali dell’Europa risultano ancora coinvolti da una circolazione di vivace instabilità, per l’azione di una relativa spirale ciclonica in quota centrata tra i Balcani ed il Mar Nero: il debole vortice di bassa pressione è ancora in fase di lento colmamento e riesce a mostrare la sua impronta attraverso i temporali ad evoluzione diurna, alimentati dal contrasto fra il calore dei bassi strati e l’aria relativamente più fresca alle altezze superiori dell’atmosferica.

La modesta culla depressionaria è incastonata fra diverse figure anticicloniche: non ci sono solo l’alta pressione scandinava e quella che sta rimontando sul Mediterraneo Occidentale, ma anche l’anticiclone sub-tropicale che risale fra Turchia e Medio Oriente. Quest’ultimo contribuisce a richiamare aria caldo-umida verso il Mar Nero, per poi essere risucchiata e messa in circolo sull’Europa Orientale. Naturalmente si tratta di un carburante assai prezioso per dar vigore a questi temporali, ancora diffusi in quest’inizio di settimana.

La rimonta anticiclonica in atto sull’Ovest Europa è favorita da un profondo vortice ciclonico in pieno Atlantico, il cui perno si trova collocato ben ad ovest dell’Irlanda. Il bordo meridionale della struttura ciclonica oceanica si spinge fino all’Atlantico Portoghese, stimolando pertanto la risalita del cuneo anticiclonico nord-africano, che si va unendo con l’alta pressione nordica, stabilmente centrata sulla Penisola Scandinava, dove il tempo si mantiene generalmente stabile e le temperature raggiungono valori ben superiori della media, persino molto vicini ai 30 gradi

L’instabilità tocca anche l’Italia, seppure interessata solo marginalmente dalle interferenze fresche collegate al minimo barico posto sui Balcani. L’alta pressione in arrivo dal Mediterraneo Occidentale non appare ancora così decisa, ma nel frattempo ha contribuito a riportare maggiori stabilità sulle nazioni europee occidentali, se escludiamo quelle bande nuvolose innocue protese dalle Isole Britanniche al nord della Spagna.

La scarsa incisività dell’alta pressione sta pertanto dando modo all’instabilità di proliferare ancora sull’Italia, in particolare nelle ore più calde del giorno sui monti e sulle zone interne. Questa situazione perdurerà per buona parte della settimana, nonostante l’aumento termico che peraltro contribuirà a fornire ulteriore energia ai temporali diurni. L’unico effetto del graduale rinforzo anticiclonico sarà in una maggiore localizzazione di questi eventi temporaleschi, che dunque tenderanno ad avere una minore importanza nello scenario meteo generale.

In quest’apertura di settimana i temporali appaiono invece ancora di un certo rilievo, come peraltro mostra molto chiaramente il Satellite Meteosat. Molti i temporali che si sono formati tra le Alpi Marittime e le Alpi Liguri, mentre sulle restanti zone alpine le formazioni temporalesche accusano un po’ in ritardo come di consueto, ma ci sono i primi temporali di una certa entità sul Friuli che stanno interessando alcune zone di pianura e persino il capoluogo triestino.

La vivace attività temporalesca interessa po’ buona parte della dorsale appenninica centro-meridionale, ma anche l’Appennino Ligure e Toscano: i temporali stanno parzialmente sconfinando verso le coste tirreniche del Basso Lazio, esattamente come accaduto ieri. La causa di questi sconfinamenti temporaleschi dall’Appennino va attribuita al debole flusso di correnti settentrionali in quota, che riesce a sospingere i temporali su tali zone. Sulle altre zone costiere prevalere in genere il bel tempo, così come sulle Isole Maggiori ove l’attività cumuliforme termoconvettiva è del tutto irrilevante anche sui restanti rilievi dell’interno.

La Sardegna continua a detenere la palma di regione più calda sulla base delle rilevazioni del Servizio Meteorologico Nazionale, con punte di 35 gradi registrate a Decimomannu, nei pressi di Cagliari. Molto caldo anche sull’entroterra laziale, con circa 33 gradi raggiunti nell’entroterra della provincia di Roma, a Guidonia, dove però ora si è scatenato il temporale e la temperatura è crollata di quasi 10 gradi.

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