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Regime anticiclonico in lieve sofferenza, esplodono i temporali pomeridiani

di Mauro Meloni
27 Giu 2008 - 20:50
in Senza categoria
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L'Anticiclone perde colpi sul lato orientale per infiltrazioni d'aria più fresca. Questo spiega i temporali di calore odierni, ben visibili dalla foto satellitare, generatisi non solo sulle Alpi Orientali, ma con notevole frequenza anche sull'Appennino e i rilievi della Sicilia. Copyright 2008 Eumetsat.
La forte struttura di Alta Pressione ha perso parzialmente i connotati di matrice sub-tropicale presenti nei giorni scorsi; un lieve cavo ciclonico sulla Penisola Iberica è stato il principale artefice dell’espansione altopressoria nord-africana in direzione delle nostre regioni, avvenuta nella prima parte della settimana.

Il cavo debolmente ciclonico, nel tentativo d’intrufolarsi sul Mediterraneo, si è immediatamente dissolto all’interno del campo anticiclonico, permettendo tuttavia l’ingresso, fra ieri ed oggi, di masse d’aria debolmente instabili in quota sui bacini centro-meridionali italiani.

Nel contempo si è leggermente indebolita la fortezza anticiclonica in quota, con i massimi barici in arretramento verso occidente ed attualmente posizionati fra Spagna ed entroterra algero-marocchino. Il vero flusso atlantico continua tuttavia a scorrere solo oltre le Alpi e principalmente a medie-alte latitudini europee, pilotato da un’imponente area depressionaria centrata fra Islanda ed Isole Britanniche.

L’indebolimento barico maggiore riguarda i settori più meridionali della Penisola, ovvero l’ala più orientale di una struttura anticiclonica peraltro in invecchiamento, ormai non supportata dal respiro dinamico di matrice nord-africana.

Sullo Ionio si è così formato un debole buco barico, all’interno del forte campo anticiclonico in quote, capace d’attrarre buona parte degli spifferi d’aria più instabile penetrati, non senza difficoltà, sul Mediterraneo.

Sono bastati davvero pochi sbuffi d’aria più fresca in quota di origine oceanica, per creare le condizioni favorevoli allo sviluppo di una vivace attività temporalesca, che ha preso piede con vigore sulle zone appenniniche centro-meridionali.

Alcune celle temporalesche si sono generate tra Appennino Campano, Lucano ed Alta Calabria, unendosi in un’unica vasta formazione nuvolosa, con fenomeni che sono andati a coinvolgere anche alcune aree costiere, in particolare lungo il Golfo di Taranto.

L’influsso instabile colpisce anche il Nord-Est, con fenomeni temporaleschi sulle Alpi del Triveneto. Risparmiato il Nord-Ovest, grazie ad un contributo d’aria più stabile in arrivo dalla Francia, seppure isolati temporali interessino le Alpi Marittime al confine con la Francia.

La fenomenologia convettiva è incentivata soprattutto dal forte calore accumulato con persistenza negli ultimi giorni. Il surplus di calore e d’umidità nei bassi strati ha generato quella miscela esplosiva favorevole alla genesi temporalesca, di fronte al primo contrasto derivante dalle infiltrazioni più fresche in scorrimento alle quote superiori dell’atmosfera.

Anche la giornata odierna è stata contraddistinta da un intenso riscaldamento diurno: i valori termici hanno perso ancora qualche grado, ma sulla Puglia si sono superati localmente ancora i 35 gradi, peraltro anche in zone interessate dallo sconfinamento delle celle temporalesche nate sul cuore dell’Appennino Lucano.

Il fine settimana proseguirà sullo stesso binario odierno, la sostanziale persistenza anticiclonica non sarà infatti garante di forte stabilità, come accaduto in precedenza nei giorni scorsi. Quest’instabilità non rappresenta il segnale di una vera rottura anticiclonica alle porte, che potrebbe in parte concretizzarsi temporaneamente solo nei primi giorni di Luglio.

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