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Perturbazione da ovest lambisce le Isole, temporali sull’Appennino

di Mauro Meloni
08 Mag 2008 - 20:12
in Senza categoria
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Guasto meteorologico su parte dell'Europa Occidentale, mentre ammassi nuvolosi nord-africani lambiscono le Isole Maggiori, in seno a correnti meridionali associate all'elevazione di un Alta Pressione di stampo sub-tropicale sull'Italia, ove tuttavia non manca residua instabilità sugli Appennini. Copyrgiht 2008 Eumetsat.
La vasta struttura anticiclonica, da giorni protagonista assoluta sullo scenario europeo, è costretta a spostarsi di poco verso levante, sotto la spinta di un affondo depressionario atlantico, diretto sulla Penisola Iberica.

La pressione atmosferica tende a calare un po’ su tutta l’Europa Occidentale, con un’organizzata struttura frontale in avanzamento verso la Francia e le Isole Britanniche. L’aria mite pre-frontale ha portato gran caldo anche oggi, sulla falsariga della giornata di ieri: Londra ha toccato anche quest’oggi circa 25 gradi, mentre Parigi si è spinta fino a 26 gradi.

Nuvolosità piuttosto diffusa affolla anche le zone occidentali mediterranee, poiché la saccatura nord-atlantica tende a penetrare fin sull’entroterra marocco-algerino, comportando la risalita di nuvolosità medio-alta associati a correnti meridionali d’estrazione nord-africana, con relativo crollo barico sul cuore del deserto algerino.

La contrapposizione tra l’area ciclonica secondaria al suolo nord-africana ed il muro anticiclonico, proteso dal Golfo Libico verso i bacini italiani, genera correnti sciroccali nei bassi strati, che al momento investono più direttamente i bacini circostanti la Sardegna e la Sicilia.

Le dinamiche bariche in atto sull’ovest dell’Europa e sull’Africa nord-occidentale hanno fatto in modo di far traslare la radice sub-tropicale dell’Alta Pressione verso est interessando più direttamente il nostro Paese, con un conseguente lieve rialzo termico su molte zone del Centro-Nord e della Sardegna: in queste ore pomeridiane si registrano valori massimi diffusamente prossimi ai 25 gradi, con punte di 26 gradi in Toscana e Lombardia.

La maggiore stabilità associata al promontorio altopressorio non ha però spento le ultime cartucce temporalesche, associate a refoli d’aria fresca in quota dai quadranti settentrionali. Anzi, il forte riscaldamento del suolo è stato un deciso alleato della residua instabilità cumuliforme diurna, alimentatasi principalmente sulle zone centrali appenniniche

Al momento sono anche in atto dei temporali, decisamente più isolati rispetto alla giornata di ieri, sull’angolo appenninico compreso fra la Toscana sud-orientale, Umbria, Abruzzo e Lazio. Il tutto è ben evidenziato dall’immagine satellitare, che ben mostra l’Italia prevalentemente sgombra da nubi, tranne la cumulogenesi sparsa sulle principali catene montuose.

La foto dallo spazio evidenzia inoltre come le frange nuvolose della circolazione ciclonica afro-iberica siano alle porte dei bacini occidentali, con relativo interessamento delle Isole Maggiori. Si tratta delle prime infiltrazioni d’aria umida sud-occidentale, che tenderanno gradualmente ad intensificarsi.

L’avanzata nuvolosa è molto lenta, non ha mostrato progressi rispetto alle ore mattutine, poiché le nubi stratiformi, nel loro tentativo di procedere oltre le Isole Maggiori, si dissolvono in presenza della forte struttura di Alta Pressione presente a tutte le quote.

Nel fine settimana si avrà un sostanziale blocco dell’area instabile sulla Penisola Iberica, con il nocciolo centrato sulla parte orientale della Spagna. Le difficoltà d’evoluzione verso levante determineranno scarsi effetti sull’Italia, se non una modesta instabilità sui settori alpini e un probabile parziale peggioramento domenicale fra le regioni di Nord-Ovest e la Sardegna.

Discorso diverso per le coste mediterranee della Spagna nord-orientale e parte di quelle francesi, soggette alla risalita di continue correnti sciroccali, con piogge e temporali che, localmente, potrebbero divenire piuttosto duraturi e da monitorare, considerata la stazionarietà di tutto il fronte perturbato determinato dal cut-off iberico.

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