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Nuovamente Atlantico nel fine settimana, l’Africano sempre sotto controllo

di Pierfranco Serra
17 Ago 2009 - 12:07
in Senza categoria
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Da venerdì, la saccatura atlantica si mostrerà più ingerente sul comparto centrale europeo, influenzando più direttamente il Nord Italia e ripristinando correnti nord-occidentali sulla Penisola. Fonte: www.meteogiornale.it/mappe/gfs.php
Una gobba anticiclonica dalle fattezze sub-tropicali africane agisce sulla Penisola Iberica, la Francia meridionale e il comparto balearico, fungendo da spartiacque tra un’ondulazione ciclonica in quota ciclonica davanti alle coste portoghesi e le correnti atlantiche che, eludendo il blocco africano, scivolano sulla nostra Penisola.

Tale evoluzione barica fa si che l’onda calda africana, collegata alle mire espansionistiche dell’Africano in area mediterranea, venga al momento calmierata. Le termiche nella bassa troposfera (1500 metri circa) fanno registrare infatti valori di circa +18°C sulla più parte delle regioni italiane.

E aria più fresca in quota sull’Italia significa ancora instabilità prettamente pomeridiana non solo sui rilievi alpini, ma anche su quelli appenninici. Probabilità di addensamenti nuvolosi associati a rovesci di moderata entità sulle aree interne della Sicilia e della Sardegna.

Domani, martedì, noteremo come l’attività ciclonica vorticosa polare agente tra Groenlandia, Islanda e Isole Britanniche, raccolga le forze assumendo le sembianze di una profonda saccatura dalle fattezze ondulatorie meridiane fredde (tentativo di spallata all’alta pressione sub-tropicale africana che si dilaterebbe più liberamente in area mediterranea).

Come risposta, ecco un’erezione dell’alta pressione dinamica oceanica che dall’Europa centrale si porterà tra Le Isole Britanniche e la Penisola Scandinava, soppiantando un’area ciclonica in fuga verso la Russia. La base di tale spinta altopressoria cuneiforme è chiaramente sub-tropicale africana, il gradino più importante ancora tra la Penisola Iberica e la Francia meridionale.

Pressione al suolo piuttosto alta nel cuore del Vecchio Continente, così come è apprezzabile un rafforzamento dei geopotenziali. Ma barriera non granitica, almeno nell’area sub-tropicale oceanica, poiché correnti in quota di derivazione ciclonica atlantica tenderanno ad eludere ancora l’ostacolo più duro africano per tuffarsi dolcemente sull’Italia (componente nord-occidentale).

Questo esalterà ancora una moderata instabilità pomeridiana sui rilievi alpini (specie quelli nord-orientali) e quelli appenninici (specie quelli centrali).

Mercoledì, si materializzerà l’evoluzione a pendolo della saccatura nord-atlantica, con il promontorio altopressorio dinamico oceanico che si trasferirà sull’Europa orientale e, più concretamente, sulla Penisola Scandinava.

Spallata pericolosa anche per la nostra Penisola, poiché spalancherebbe le porte ad un evoluzione più orientale dell’anticiclone sub-tropicale africano. Temperature e afa in graduale aumento.

Giovedì, continuerà l’evoluzione barica a pendolo della saccatura atlantica (favorita dal forcing dell’alta delle Azzorre in aperto Oceano), che con il suo carico piuttosto fresco in quota influenzerà il comparto occidentale europeo.

La ritornante sud-occidentale del getto atlantico in quota trascina sin su verso l’Europa centrale il caldo respiro africano, termiche nella bassa troposfera intorno a +20°C. Sull’Italia, non saranno tanto le infuocate termiche africane in quota a produrre disagi, quanto la subsidente attività altopressoria e l’accumulo di elevati tassi d’umidità nei bassi strati. Su molte aree interne della Penisola temperature dell’ordine di +34°C.

Venerdì, l’azione frontale atlantica si propagherà sull’Europa centrale, andando a coinvolgere più compiutamente le Nostre regioni settentrionali.

Le correnti in quota tenderanno a disporsi nuovamente da nord-ovest. Prima che il forno mediterraneo si surriscaldi troppo, Atlantico nuovamente in aiuto?

Il medio termine secondo il modello americano

Prima sarebbe Atlantico, con le sue correnti moderatamente più fresche in quota e instabilità sui rilievi della Penisola.

A seguire, con una nuova evoluzione altopressoria sul comparto centro-settentrionale europeo, l’attività vorticosa polare agente sul Mare di Barents perdere i pezzi, pardon le gocce (fredde), che intraprenderebbero un’azione retrograda sino alle soglie dell’Adriatico settentrionale.

Poi, mentre ci avvieremo alla fine del mese, sarebbero nuovamente le umide correnti occidentali atlantiche a prendere il sopravvento.

Dinamismo meteo, per l’Africano parrebbe non esserci una parte da protagonista.

Il lungo termine secondo il modello americano

Ondulazione meridiana fredda vorticosa polare insidierà la nostra Penisola?

E’ presto, ci ritorneremo.

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