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Lo studio dei “fiumi atmosferici” e le tempeste sulla West Coast Statunitense

di Ivan Gaddari
12 Feb 2011 - 12:45
in Senza categoria
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Il velivolo NASA's Global Hawk, in una foto gentilmente concessa dal NASA Dryden Flight Research Center.
Si tratta di correnti d’aria molto umida larghe oltre 200 miglia e lunghe 2 mila, che scorrono dalle regioni Tropicali dell’Oceano Pacifico in direzione della West Coast Americana. Giusto per capire. Possono trasportare vapore d’acqua a sufficienza, in un giorno solo, tale da inondare un’area delle dimensioni del Maryland sino ad una profondità di 30 cm. O ancora, sono in grado di trasportare, spesso, una quantità d’acqua di circa sette volte la portata media giornaliera del fiume che scorre dal Mississippi verso il Golfo del Messico. Il fenomeno è stato oggetto di un recentissimo studio, condotto dal US Geological Survey e denominato “ARkStorm”, che ha riprodotto scenari d’emergenza sulla possibilità che una serie di forti fiumi atmosferici colpiscano la California determinando danni superiori a quelli dell’uragano Katrina .

Ma i fiumi atmosferici possono avere anche degli impatti positivi, ad esempio un aumento del manto nevoso nelle aree interessate dal fenomeno. L’esempio più eclatante è dato dalle forti tempeste invernali che hanno colpito la West Coast Statunitense nel periodo 10-22 dicembre 2010, producendo 28-64 centimetri (11-25 pollici) di pioggia in alcune zone.

Per cercare di comprendere come i fiumi atmosferici si formano e si comportano si è valutato l’uso di velivoli senza pilota. La ricerca vede la collaborazione della NASA e del NOAA e il primo volo – della durata di 24 ore – è stato effettuato venerdì 11 Febbraio. Studierà un fiume atmosferico che si sta sviluppano nell’Oceano Pacifico al largo delle Hawaii e che, secondo le previsioni, dovrebbe raggiungere la costa dell’Oregon, California, questo fine settimana. A bordo del Global Hawk, questo il nome del velivolo, sono stati montati nuovi apparecchi sonda sviluppati dal National Center for Atmospheric Research, che rileveranno temperatura, vento e altri dati sensibili. Il tutto accompagnato da un sensore per il vapore acqueo – denominato High-Altitude Monolithic Microwave Integrated Circuit Sounding Radiometer, o HAMSR – creato dalla NASA’s Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California

Lo strumento di telerilevamento HAMSR analizza la radiazione di calore emessa da molecole di ossigeno e acqua in atmosfera per determinare la loro densità e temperatura. Funziona a frequenze di microonde, in grado di penetrare attraverso le nubi così da determinare la temperatura, l’umidità e la struttura delle nubi in tutte le condizioni atmosferiche. Queste misurazioni sono fondamentali per lo studio dei processi atmosferici associati al cattivo tempo.

“La campagna WISPAR è destinata a studiare la concentrazione di flussi di umidità tropicale che spesso si uniscono ai fronti freddi in discesa dall’Artico generando autentiche tempeste invernali. Questi flussi vengono definiti, a volte, Pineapple Express, dal momento che spesso traggono origine in prossimità delle Hawaii e possono condurre ad eventi piovosi molto intensi”, sostiene lo studioso Lambrigtsen.

Il Global Hawk della NASA, è una piattaforma ideale per condurre la campagna WISPAR perché è in grado di volare per lunghe distanze, stare in volo per più di 24 ore e viaggiare sia ad alta che a bassa quota. I voli a bassa quota, è giusto sottolinearlo, sarebbero estremamente pericolosi se eseguite anche dai piloti più esperti.

Chi volesse seguire i risultati in tempo reale potrà consultare i seguenti link https://winterscience.jpl.nasa.gov/WISPAR2011/ .
https://www.noaanews.noaa.gov/stories2011/20110210_atmosphericrivers.html.
https://microwavescience.jpl.nasa.gov/instruments/hamsr/

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