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Leggere le carte dei modelli (Parte IV): le carte a 700 hPa

di Silvio Davolio
11 Mar 2007 - 12:01
in Senza categoria
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Un esempio di mappa a 700 hPa del NOAA con velocità verticali (colori giallo o azzurro) e umidità relativa.
La carta a 700 hPa è considerata l’ultima carta relativa alla bassa atmosfera. Vengono tracciate, analogamente a quanto visto per l’850 hPa, le isoipse (valori espressi in metri o decametri), quindi valgono le stesse considerazioni già fatte (centri di alta/bassa pressione, avvezioni termiche e loro intensità, posizione dei fronti, vento). Si può solo aggiungere che questa superficie isobarica è situata mediamente ad una quota di 3000 m ed è quindi quasi ovunque al di sopra dell’orografia (almeno di quella vista dai modelli). A 700 hPa, si distingue con molta più chiarezza l’alternarsi di saccature e promontori, i centri di alta e bassa pressione (c’è in sostanza meno rumore). Inoltre è il livello al quale meglio si evidenziano le onde corte, di natura baroclina, che si spostano verso est scorrendo lungo le onde lunghe (planetarie) di natura barotropica.

Sulle mappe a 700 hPa vengono solitamente mostrati i campi di umidità (relativa e/o specifica) e di velocità verticale, i quali si rivelano indispensabili per valutare la presenza di nubi medie e di possibile tempo perturbato. Infatti sono le nubi che si formano attorno ai 3000 metri quelle principalmente in grado di produrre precipitazioni. Per questo motivo si analizzano di norma le velocità verticali a 700 hPa. Le velocità verticali vengono convenzionalmente espresse in variazione di pressione (dovuta al moto verticale) nell’unità di tempo (es. Pa/h o mbar/h) oppure in cm/s. Se espresse in termini di pressione, valori positivi (negativi) indicano moti discendenti (ascendenti). Come è noto, a moti verticali ascendenti è associato il raffreddamento della massa d’aria con conseguente possibile condensazione e formazione di corpi nuvolosi, quindi in generale maltempo. Aree con moti verticali ascendenti a cui corrispondono valori di umidità relativa sufficientemente alti (almeno superiori all’80%) saranno caratterizzate da nubi. Si possono avere nubi anche con valori più bassi di umidità nel caso in cui i moti verticali siano abbastanza intensi. Inoltre, come per la 850 hPa, la valutazione del dew point depression permette di determinare lo spessore dello strato umido.

Anche la posizione dei nuclei di precipitazione sono individuabili mettendo assieme le informazioni della velocità verticale e dell’umidità relativa a 700 hPa (ed eventualmente a 850 hPa). L’intensità sarà tanto maggiore quanto maggiore sono i valori delle due grandezze.

Ovviamente esistono elaborazioni di output di alcuni modelli che forniscono direttamente la copertura nuvolosa (e la precipitazione), ma raramente distinguono tra nubi a vari livelli (basse, medie e alte) e sono da prendere sempre con cautela, specie se si tratta di modelli globali.

Un’ultima applicazione riguarda la previsione del moto dei sistemi convettivi a singola cella, i quali si propagano seguendo il flusso delle correnti mostrate nelle carte a 700 hPa. Infatti tali sistemi tendono a propagarsi seguendo il flusso medio dello strato compreso tra la 1000 e la 500 hPa, che in buona approssimazione corrisponde al flusso alla 700 hPa.

Leggere le carte dei modelli
Parte I:
https://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=12599
Parte II: la pressione al suolo
https://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=12619
Parte III: le carte a 850 hPa
https://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=12636
Parte V: le carte a 500 hPa
https://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=12723
Parte VI: le carte a 200-300 hPa
https://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=12724
1° Approfondimento Parte VI: la corrente a getto polare e i suoi effetti
https://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=12757

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