Ci siamo, l’assedio anticiclonico può considerarsi iniziato. Non più quella timidezza mal celata, che per giorni ha fatto sì che l’Italia fosse sottoposta agli effetti dell’aria fresca sussistente sui Balcani. Bensì una figura splendente, possente, che avvolgerà l’Italia in una morsa di sole e di caldo. Possiam parlare di Solleone, dopo tutto le temperature stanno aumentando, ieri vi sono stati picchi di 32/33 gradi. I valori più alti si registrarono in Sardegna, sulla Puglia, nel Lazio, sulla Toscana, e in Val Padana. Già, la Val Padana. Di certo nei prossimi giorni sarà l’area ove l’anomalia termica risulterà maggiore. E’ probabile che, considerate temperature massime di 34 o 35 gradi, si possa procedere verso +7/+8 gradi in più rispetto alla media del periodo.
Un caldo intenso, che tale risulterà anche nel versante tirrenico Centro Settentrionale. Nelle aree interne, e nei grandi centri urbani, non escludiamo possano essere raggiunte massime di 36/37 gradi. Valori notevoli, che testimoniano quanto l’Alta Pressione stia bramando la sua riscossa. E vi starete chiedendo… ma è l’Africano? La risposta è no. O perlomeno, non si tratta dell’Africano in persona, di certo la figura che stazionerà nel Mediterraneo si avvarrà di un supporto d’aria calda alla sua base. E il persistere, per giorni, di una figura stabilizzante, fa sì che quest’aria si trasferisca dalle alte quote verso il suolo.
Si spiega così la ragione per cui il caldo si manifesti spesso anche in assenza di isoterme eclatanti.
Torniamo ad oggi. Ieri, lo ricorderete, potemmo osservare “bomboloni temporaleschi” fin dall’alba. Interessarono alcune aree del Piemonte e della Lombardia, per poi esplodere al pomeriggio sui settori alpini e in qualche tratto dell’Appennino meridionale. Per oggi i modelli indicavano scenari simili, invece no. Al momento non si segnala alcun tipo di fenomeno e il sole splende un po’ dappertutto. E’ una splendida mattinata di Giugno e quelle poche nubi che appaiono evidenti sui cieli dell’Italia Settentrionale – Val Padana in primis – non sembrano avere l’energia necessaria per causare preoccupazione alcuna.
Ma trattasi d’apparenza. Nelle prossime ore – probabilmente non si dovrà attendere più tardi di un paio – inizieranno a rendersi manifesti i segni dell’instabilità. Le nubi temporalesche cresceranno in prossimità dei rilievi e come ieri le aree più a rischio appaiono quelle alpine centro occidentali. Le precipitazioni potrebbero sconfinare estemporaneamente in qualche tratto pedemontano, o anche al piano. Sia in Piemonte che in Lombardia. Ed inoltre la cumulogenesi potrebbe risultare così tanto accentuata anche in Liguria, da spingersi verso la costa.
Spostandoci ad est, quindi verso il Triveneto, evidenziamo una minore probabilità temporalesca. Ci sarà qualche scroscio di pioggia, questo è fuor di dubbio, ma la diffusione sarà evidentemente minore. Idem l’intensità. Così come potrebbero manifestarsi degli episodi instabili sull’Appennino meridionale, replicando quanto accadeva ieri. Celle temporalesche destinate a penalizzare il nord della Calabria, la Basilicata e l’entroterra campano. L’assorbimento dei fenomeni avverrà in serata, quando le schiarite torneranno a divenir ampie. E’ tutto, vi invitiamo a seguire gli aggiornamenti odierni per comprendere quanto effettivamente farà caldo, e dove, nei prossimi giorni.