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La grande ondata di freddo del '56 – Approfondito reportage di un evento meteorologico che ha fatto storia. Le repliche del 7 e del 9 Febbraio

di Fiorentino Marco Lubelli
15 Dic 2004 - 14:46
in Senza categoria
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la-grande-ondata-di-freddo-del-'56-–-approfondito-reportage-di-un-evento-meteorologico-che-ha-fatto-storia.-le-repliche-del-7-e-del-9-febbraio
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La formazione di un alta termica secondaria sulla Boemia di 1035hPa in fusione con una potente alta sull’Inghilterra di 1040 hPa, pilotò nuovi impulsi gelidi sulle nostre regioni adriatiche (-40°C a 500 hPa) che ebbero il loro massimo il giorno 7 Febbraio, quando dopo una giornata di neve su tutto il settore adriatico, un potente nucleo gelido in quota con geopotenziali bassissimi colpì le regioni meridionali.

Bufere e temperature gelide dominavano tutto lo stivale con particolare intensità sulla Puglia e sulle regioni adriatiche. Il gelo e la neve flagellarono le regioni meridionali italiane anche il giorno successivo con una isoterma -10°C a 850hPa che arrivava fin sulla Calabria settentrionale e una -5°C che conquistava l’intera Tunisia.

immagine 1 del capitolo 4 del reportage la grande ondata di freddo del 56 approfondito reportage di un evento meteorologico che ha fatto st 7 febbraio: il nucleo freddo in quota (500 hPa) irrompe sull’Adriatico.

Il giorno 9 un nuova imponente risalita dell’anticiclone delle Azzorre verso il Polo nord convogliò aria artica questa volta verso la Francia, con l’attivazione di un minimo depressionario mediterraneo fra la Corsica e la Toscana che provocò intense nevicate a Roma e su tutto il centrosud con correnti in quota meridionali, caso raro per il meridione d’Italia.

immagine 2 del capitolo 4 del reportage la grande ondata di freddo del 56 approfondito reportage di un evento meteorologico che ha fatto st 9 febbraio: il minimo pressorio a 850 hPa sull’Italia centro-settentrionale e le isoterme molto basse oltralpe.

La grande nevicata, aveva così regalato il grande finale alle regioni meridionali, mentre serbava ancora grosse sorprese per il nord.

Continua…

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Pubblicato da Fiorentino Marco Lubelli

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La formazione di un alta termica secondaria sulla Boemia di 1035hPa in fusione con una potente alta sull’Inghilterra di 1040 hPa, pilotò nuovi impulsi gelidi sulle nostre regioni adriatiche (-40°C a 500 hPa) che ebbero il loro massimo il giorno 7 Febbraio, quando dopo una giornata di neve su tutto il settore adriatico, un potente nucleo gelido in quota con geopotenziali bassissimi colpì le regioni meridionali. Bufere e temperature gelide dominavano tutto lo stivale con particolare intensità sulla Puglia e sulle regioni adriatiche. Il gelo e la neve flagellarono le regioni meridionali italiane anche il giorno successivo con una isoterma -10°C a 850hPa che arrivava fin sulla Calabria settentrionale e una -5°C che conquistava l’intera Tunisia. 7 febbraio: il nucleo freddo in quota (500 hPa) irrompe sull’Adriatico. Il giorno 9 un nuova imponente risalita dell’anticiclone delle Azzorre verso il Polo nord convogliò aria artica questa volta verso la Francia, con l’attivazione di un minimo depressionario mediterraneo fra la Corsica e la Toscana che provocò intense nevicate a Roma e su tutto il centrosud con correnti in quota meridionali, caso raro per il meridione d’Italia. 9 febbraio: il minimo pressorio a 850 hPa sull’Italia centro-settentrionale e le isoterme molto basse oltralpe. La grande nevicata, aveva così regalato il grande finale alle regioni meridionali, mentre serbava ancora grosse sorprese per il nord. Continua… Cerca per tag: meteo clima Pubblicato da Fiorentino Marco Lubelli Inizio Pagina

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