Quando parliamo di “Garbino” facciamo riferimento a quel tipo di vento che soffia da sud/ovest, conosciuto con questo nome principalmente tra l’Emilia, la Romagna, ma anche le Marche e l’Abruzzo. Questo tipo di circolazione s’instaura in genere prima delle incursioni perturbate che si avvicinano dall’Europa Centro-Occidentale. La caratteristica di questo vento è dettata dal fatto che subisce l’effetto adiabatico scendendo dall’Appennino, riscaldandosi e facendo impennare la temperatura sulle pianure e sui litorali interessati.
Gli effetti sono quindi del tutto simili al foehn della Pianura e delle valli alpine, con la differenza che il Garbino è un vento già in partenza generalmente caldo, a differenza del foehn che invece proviene dai quadranti settentrionali. La catena appenninica non ha comunque altezze paragonabili alle vette alpine, altrimenti si avrebbero ondate di caldo roventi ancor più eccezionali di quelle che vediamo in piena estate.
Approfondendo il discorso della giornata odierna, mentre le pianure a nord del Po hanno subito gli effetti del maltempo temporalesco, in Romagna si è invece respirata aria da piena estate con 32 gradi a Punta Marina (Ravenna), 31 gradi a Rimini, Forlì e Cervia. Il capoluogo emiliano ha raggiunto i 30 gradi, ma l’effetto favonico del Garbino non ha risparmiato nemmeno le Marche con ben 32 gradi ad Ancona, mentre in Abruzzo Pescara si è fermata a “soli” 29 gradi. Questo caldo si è sommato ad un po’ d’instabilità, con alcuni nuclei temporaleschi che dall’Appennino si sono portati, generalmente scarichi, verso la costa.