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Inverno al declino, ma “infuriato”

di Antonio Pallucca
17 Feb 2007 - 09:28
in Senza categoria
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L'anticiclone scandinavo, riuscirà a convogliare aria fredda fin sul Mediterraneo? Dalle ultime proiezioni dei modelli (in allegato una mappa di GFS fonte www.meteogiornale.it/mappe/gfs.php) parrebbe una possibilità piuttosto elevata.
Premessa:
Abbiamo certamente perso un inverno “intero”, ma non per questo potremmo rinunciare alla soddisfazione “dell’ultima sfida”. Dopo giorni, direi quasi mesi, durante questo periodo di declino invernale, i modelli stanno assumendo delle configurazioni “più compatte”. Più compatte, alias, molto più frequentabili e sicuramente meno caotiche.
La carta delle ECMWF postata, circolazione al suolo, potrebbe non essere significativa in parte, ma quello che certamente più conta è che molti modelli iniziano a vedere una “chiara” (quindi affollabile) situazione che vedrebbe un’anticiclone continentale” cambiare, sfacciatamente, le sorti di questo “inutile inverno”.
Porrei l’accento, quindi l’attenzione, non sul “quando” tutto ciò possa verificarsi, ma nella velocità con la quale una situazione (indicata) possa improvvisamente cambiare le sorti dell’inverno.
Sicuramente, i molti lettori, non saranno certamente soddisfatti, ma, dopo lungo “pensare” (anche in maniera critica nei confronti dei modelli), posso supporre che, quello che vedono le carte nell’estremo “long range”, sia molto più vicino di quanto indicato dalle stesse.
L’Atlantico, non zonale, certamente sta sortendo i suoi effetti, producendo le sue interferenze sul Mediterraneo, ma ben presto dovrà vedersela con un “termico”, dalle collocazioni e connotazioni ancora imprecise, che andrà a contrastare ed opporre la forza della corda oceanica.
Punto “chiave”? Lo scontro, tra i “testardi ed indomiti soldatini di piombo”, potrebbe avvenire proprio sulla nostra Penisola, anche senza un grande preavviso.
Magra consolazione? Forse sì…. Ma è tutto quello che possiamo “regalare”, attraverso accurate osservazioni, per non rendere questo “semestre freddo” uno dei più brutti della nostra storia.

Editoriale di Antonio Pallucca del 7 febbraio

Sintesi:

Dopo tanto aver lottato, per cercare un “qualcosa” che si avvicinasse, perlomeno ci compensasse di questo andamento fortemente “anomalo” del nostro inverno, ritroviamo tra le carte dei modelli, i più disparati e disomogenei, una “tendenza” molto frequentabile.

Qualcosa si sta organizzando seriamente e non solo per l’Europa centro settentrionale, ma, in qualche modo, per la nostra “disgraziata” Penisola. Da una “ensemble”, esercitata interpolando vari modelli matematici, ne scaturisce una situazione, paradossalmente, molto “forte” per il Mediterraneo centro settentrionale. Il flusso freddo, molto freddo, pare che voglia avanzare non solo in direzione della GB o bassi Paesi finnici, ma sembra anche, da una accurata ricerca esercitata sulle JS, che sia in grado di avere tutte le potenzialità di procedere verso di noi.

A questo punto si aprirebbe una “tardiva” e cruda fase invernale, ove molte delle nostre “illusioni” potrebbero essere “sfamate” abbondantemente, senza considerare, e qui non lo spero vivamente, i “danni” che questo tradivo gelo/neve potrebbe portare alla natura che si è adagiata già ad un clima quasi primaverile.

Le due “tardive” ed eclatanti “novità” derivano:

la prima da una forte ed decisa interferenza di un anticlone termico “finno/russo”; la seconda, a mio avviso anche più insolita, tutto da verificare ovviamente, da una situazione “insolita” di forcing atlantico.

Prendiamo fiato, no ci spingiamo “oltre” e soprattutto osserviamo “il tutto” con estremo distacco.

Se la natura sarà in grado di darci tutto questo, noi ne prendiamo atto, ma consapevoli che le “tardive gemme” sono in grado di bruciare anche gli alberi più robusti (paradosso).

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