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Il vortice d’aria fredda in quota è sull’Italia: gli effetti. Le impressioni di questo scorcio di settembre

di Andrea Meloni
26 Set 2004 - 09:38
in Senza categoria
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I cieli del Mediterraneo occidentale si sono sporcati di nubi. In buona parte d'Italia il cielo non è sereno.
L’autunno 2004 prosegue il suo percorso: osservando le elaborazioni dei modelli matematici di proiezione di stamattina, si intravede che per buona parte della settimana avremo tempo tendenzialmente incerto, specie tra Liguria, Toscana e Alpi per infiltrazioni di aria umida da ovest.
Va detto che in queste situazioni apparentemente tranquille, tra Liguria e Toscana settentrionale si potranno verificare temporali di forte intensità di origine marittima, con improvvisi nubifragi, se ne tenga buon conto. La probabilità di tale peggioramento potrebbe realizzarsi tra martedì e mercoledì.

Detto questo, il tempo atteso per oggi sarà influenzato da una nuvolosità stratiforme sul centro nord, che lascerà spazio ad ampie zone di sereno, ma che sta riducendo la dispersione termica notturna, così che in generale, avremo temperature minime simili a ieri, o lievemente più basse, pur tenendo conto che l’aria fredda si è ormai portata nei bassi strati.

Il vortice freddo in quota è già sul Tirreno centrale, provoca isolati fenomeni di instabilità sulla Sardegna, dove si sono avuti brevi temporali, anche con grandine (meteora molto frequente nelle irruzioni di aria artica marittima).

I maggiori effetti dell’instabilità si avranno sul medio Adriatico, in particolare su Abruzzo e Molise, e su buona parte del Sud Italia e della Sicilia, con locali temporali anche di forte intensità, con buone probabilità di grandine.

Come si faceva cenno, nei prossimi giorni, in Italia il tempo tenderà a rimanere abbastanza stabile per l’espandersi verso buona parte d’Europa, dell’Alta Pressione, ma non mancheranno infiltrazioni di aria umida da ovest e perciò il rischio di pioggia tra Liguria, Toscana e regioni alpine.

Va detto che ad oggi non si vede l’avvento di una circolazione atlantica sull’Italia, con la conseguenza che continueranno a tardare le classiche piogge autunnali.

Taluni mi dicono che dalle loro parti le piogge sono in media, oppure oltre la norma, ma da altre parti non è così. Altri dicono che l’autunno non è detto che debba essere produttivo di una circolazione atlantica. Orbene, mi domando, come fa a realizzarsi la stagione delle piogge, che notoriamente sono copiosissime, sul settore nord occidentale e la Toscana con venti dall’Artico?

Negli ultimi anni, su vasta scala della regione geografica italiana, le precipitazioni sono state prossime ai valori medi, con riduzione della piovosità nelle regioni particolarmente esposte alle correnti atlantiche.
Gran parte degli eventi precipitativi sono avvenuti per il contributo di masse d’aria che una volta giunte nel Mar Mediterraneo ne sono entrate in contrasto, favorendo lo sviluppo di sistemi nuvolosi e precipitazioni.

L’assenza di correnti atlantiche sta diminuendo i giorni di pioggia: piove, ma piove male, spesso con marcata intensità, in brevi periodo. Sono diminuite soprattutto le ore di pioggia, più del numero di giorni di pioggia.

In sintesi, piove in maniera irregolare e forse è solo un caso fortuito che le precipitazioni sono nella media, o che non si realizzano eventi estremi anche su ampia scala.

Quando masse d’aria fredda entrano nel cuore del Mar Mediterraneo sviluppano intense aree di Bassa Pressione, che in autunno e la prima parte dell’inverno possono provocare burrasche di una certa rilevanza. Se ne tenga sempre conto.

Quando detto è solo per dire che dopo un cenno di normalità climatica veduto la scorsa estate, ma la normalità climatica, a mio avviso è stata illusoria, in quanto non è fatta solo di temperature prossime alla media, ma anche di altre condizioni, l’autunno inizia pesantemente anomalo, con distribuzione delle piogge irregolare, anche se siamo solo a settembre ed è molto prematuro emettere sentenza, ma se il buon giorno si vede dal mattino, se si fa riferimento a quanto avviene da anni, non mi aspetterei un autunno nella norma.

A differenza dei mesi di settembre degli ultimi anni, ho la percezione che questo sia diverso, più estremo. Lo si evince da un’osservazione su vasta scala:

– Caraibi: stagione degli uragani molto prolifica;
– temporali in Europa e Nord America con alta incidenza di eventi estremi, con grandine grossa, nubifragi e trombe d’aria;
– freddo prematuro in alcune zone di Siberia e Canada, con neve e gelate;
– depressioni atlantiche di estrema violenza, profondissime già ai primi di settembre;
– prima fase di settembre, in Italia calda, seguita da un’irruzione artica prematura, anche se non eccezionale.

L’elenco delle differenze rispetto agli anni passati potrebbe essere analizzata di certo con una maggiore definizione, ma nel presente contesto mi pare più che sufficiente quanto detto, per portare avanti la tesi che quello che ci attende potrebbe essere un autunno dinamico, anche se di previsioni stagionali non se ne possono fare.

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