• Privacy policy
  • Chi Siamo
  • Contatti
mercoledì, 29 Aprile 2026
Meteo Giornale
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
Meteo Giornale

Il Secolo in cui il Tamigi gelava di frequente

di Nicola Cadeddu e Antonio Meo
27 Dic 2007 - 16:26
in Senza categoria
A A
il-secolo-in-cui-il-tamigi-gelava-di-frequente
Share on FacebookShare on Twitter

www.streamdays.com L'aspetto attuale del Tamigi, di stampo quasi autunnale, e ben diverso dalle frequenti condizioni di grande gelo che si verificavano nel Seicento.
Sembra quasi uno scherzo, oggigiorno, sentire dire che il Tamigi un tempo gelava abbastanza spesso.

In effetti la temperatura media delle Isole Britanniche, nel corso dell’inverno, è decisamente mite, e, anche se esposta a possibili ondate di freddo da nord, o, a volte, da est, in grado di provocare anche grosse nevicate, è ormai molto tempo che il clima rigido non raggiunge più un livello tale da congelare completamente un grande fiume come il Tamigi, nel cuore di Londra.

Eppure, nel corso dell’ultimo millennio, le cronache antiche segnalano più volte casi di congelamenti del genere, segnale evidente di uno spostamento verso l’Europa Occidentale delle rigide correnti artiche russe.

La condizione barica più favorevole al congelamento di grandi fiumi e di laghi sulle Isole Britanniche, è infatti quella che prevede la formazione di un blocco anticiclonico sulla Scandinavia, in grado di inviare correnti freddissime dalla Russia settentrionale in direzione del Canale della Manica.

Spesso, poi, in passato, tali irruzioni fredde venivano seguite dalla formazione di uno stabile anticiclone sull’Inghilterra, che, con le inversioni termiche, manteneva il freddo su tutte le pianure, il quale, accompagnato da vento calmo, favoriva la formazioni di estese gelate.

Questo è quanto accadde, ad esempio, nel famoso inverno 1683-84, quando il Tamigi gelò per due mesi e mezzo, permettendo la formazione di una grande “fiera del ghiaccio” nel cuore di Londra, con la costruzione di baracche, accensioni di fuochi per arrosti, giochi, sfilate ed altro ancora nel mezzo del corso d’acqua congelato.

Da questo punto di vista, il Secolo più rigido, per il Londinesi, fu il XVII, quando il Tamigi gelò per ben 12 volte tra il 1608 ed il 1695, con una media di circa una volta ogni 7 anni, di cui 7 sono state le volte in cui il congelamento giunse al punto da permettere il transito di persone e di carri sulla sua superficie nel cuore di Londra.

Responsabile fu, con poche incertezze, il ben noto minimo di attività solare detto “di Maunder”, che causò un notevole irrigidimento del clima invernale europeo nel Seicento.

Dal 1814 ad oggi il Tamigi non è più gelato, ed in quell’anno si tenne l’ultima grande “Fiera del Ghiaccio” sulla sua superficie.

Questo è un importante segnale di riscaldamento climatico, ma vi sono anche altre cause concomitanti.

Il “Tower Bridge”, il famoso “Ponte di Londra”, è stato infatti ricostruito a due piloni, contro i numerosi piloni presenti in passato che ostacolavano lo scorrimento del fiume e ne favorivano così il congelamento.

Inoltre, si è assistito negli ultimi decenni ad un aumento dell’Effetto “cappa di calore urbano”, dovuto alle varie attività umane ed alla crescita di superficie della città londinese.

Infine, adesso vi sono numerose industrie che scaricano acque riscaldate nel cuore del fiume.

Per questo, ad esempio, nel corso dell’inverno londinese più rigido del XX Secolo, il 1962-63, non si è avuta formazione di ghiaccio sul Tamigi.

Tuttavia, escludendo fattori specifici di Londra città, sono mancati anche gli episodi invernali, che invece in passato capitavano, durante i quali rimanevano congelati un po’ tutti i fiumi britannici, compresi fiumi e laghi irlandesi, per cui possiamo dire che il riscaldamento climatico ha cambiato anche la circolazione dell’aria fredda di origine russa, che non riesce più a spingersi così ad ovest da inglobare anche le Isole Britanniche.

CondividiTweetCondividi
Prossimo articolo
gfs:-disturbi-freddi-in-dinamiche-anticicloniche

GFS: Disturbi freddi in dinamiche anticicloniche

Cerca in archivio

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
fase-piu-instabile-ai-nastri-di-partenza:-coda-temporalesca-al-nord,-minacce-nord-africane-alle-porte

Fase più instabile ai nastri di partenza: coda temporalesca al Nord, minacce nord-africane alle porte

27 Maggio 2010
scopriamo-dov’e-la-nuova-perturbazione-atlantica

Scopriamo dov’è la nuova PERTURBAZIONE ATLANTICA

28 Dicembre 2013
sardegna,-tre-anni-fa-la-disastrosa-alluvione

Sardegna, tre anni fa la disastrosa alluvione

21 Novembre 2016
avvio-settimanale-tinto-di-nubi,-a-risentirne-soprattutto-le-regioni-centro-meridionali

Avvio settimanale tinto di nubi, a risentirne soprattutto le regioni centro meridionali

5 Giugno 2008
Aprile 2026
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  
« Ott    
  • Privacy policy
  • Chi Siamo
  • Contatti

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.