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Il “grande autunno” nelle mani dell’Atlantico

di Ivan Gaddari
08 Ott 2014 - 12:55
in Senza categoria
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Capovolgimento di fronte:
come previsto, il quadro meteorologico è mutato. Radicalmente. I temporali africani hanno abbandonato le regioni meridionali, scalzati dall’altra struttura barica africana: l’Anticiclone. Al Nord, invece, il bel tempo precedente è stato sovvertito da nubi e piogge. Le più consistenti stanno investendo le regioni di ponente, in particolare la Liguria, e paiono destinate ad insistere in loco anche nei prossimi giorni.

Anticiclone vs Depressione d’Islanda:
nelle ultime 48 ore abbiamo assistito alla comparsa, a ridosso del Regno Unito, di un possente vortice ciclonico ascrivibile direttamente alla Depressione d’Islanda. Al contempo c’è stato un consolidamento anticiclonico sull’Europa orientale, sfruttando le solide fondamenta in territorio africano. S’è accesa una disputa vigorosa, che al momento vede prevalere il muro altopressorio. I fronti perturbati, non potendo portarsi ad est, percorrono la strada energeticamente meno dispendiosa portandosi sulla Penisola Iberica. Ed ecco spiegata la netta contrapposizione meteorologica che stiamo registrando in Italia.

L’azione erosiva atlantica:
anche se la Depressione d’Islanda andrà sgretolandosi, l’azione erosiva produrrà i suoi frutti. Il fianco occidentale del muro anticiclonico perderà forza, consentendo ad una perturbazione di inserirsi nel cuore del Mediterraneo. Ciò significa maltempo anche sul nostro Paese, già a partire dalla prima metà della prossima settimana.

Freddo distante:
permetteteci di aprire una piccola parentesi sull’andamento termico, perché osservando le più autorevoli proiezioni modellistiche si scorge una persistente anomalia positiva. Anomalia che potrebbe addirittura accompagnarci verso l’ultima decade di ottobre. Insomma, i primi freddi autunnali appaiono distanti.

Piogge persistenti o ripristino anticiclonico?:
Ciò che al momento, in tutti i più autorevoli modelli, appare evidente è la notevole discordanza di vedute sul post peggioramento. Difficoltà che nascono dalla diversa interpretazione di un’altra possente struttura ciclonica in arrivo dalla porzione statunitense dell’Atlantico. Non solo. Si ipotizzano sorti diverse anche per la perturbazione che ci coinvolgerà nel corso della prossima settimana. Ed è così che si passa da scenari piovosi duraturi, anche severi, a nuove consistenti proiezioni anticicloniche.

I possibili scenari:
dovesse prevalere la visione del modello americano GFS, che propende per l’isolamento di una goccia fredda nel cuore del Mediterraneo e per una minore vigoria del Vortice Ciclonico Atlantico, il maltempo ci accompagnerebbe per più giorni e rischierebbe di risultare fin troppo severo. Se si concretizzasse l’ipotesi europea del modello ECMWF, il passaggio della perturbazione verrebbe sanato rapidamente dal ritorno dell’Alta Pressione. Questo perché il Vortice Atlantico, puntando verso est, andrebbe a risucchiare aria calda e stabile dalle latitudini subtropicali. Insomma, continuerebbe a far più caldo della norma.

Focus: evoluzione sino al 21 ottobre 2014
Nei prossimi giorni il quadro meteorologico sarà il medesimo dell’attuale: piogge sul Nord Italia, sole e caldo al Centro Sud. Lo scenario potrebbe mutare entro la metà della prossima settimana, quando l’erosione barica a carico della perturbazione atlantica provocherebbe dapprima un severo peggioramento nelle regioni di Nordovest, poi anche nel resto d’Italia.

A quel punto arriveremo al bivio: o isolamento di goccia fredda nel Mediterraneo, o ricucitura anticiclonica da ovest. Presumibilmente, basandoci sull’esperienza professionale e dato il surplus termico dei nostri mari, potrebbe prevalere la prima ipotesi e quindi una prosecuzione del maltempo.

Evoluzione sino al 26 ottobre 2014
Molto dipenderà da quanto s’è scritto pocanzi. Se dovesse prevalere la tesi “maltempo”, l’autunno avrebbe modo di prendere più facilmente il sopravvento. Al contrario, faticherebbe ancora.

In conclusione.
I modelli è da giorni che fiutano un cambio di marcia stagionale e le evidenti difficoltà fanno parte della casistica autunnale. Starà a noi, pian piano, cercare di svolgere l’intricata matassa previsionale.

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