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Il futuro dei modelli per il perfezionamento del tempo e del clima

di Andrea Meloni
18 Mar 2005 - 10:12
in Senza categoria
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L'ensemble nell'elaborazione detta in gergo
Da un semplice punto di vista teorico, abbiamo più volte sottolineato l’importanza concettuale circa il “paradigma” simultaivo che attualmente viene adottato verso i sistemi come l’atmosfera e la Terra, attraverso le sue peculiarità di ricostruzione del “reale” in un laboratorio virtuale e controllabile e con tutte le conseguenze che possono essere associate in termini sia possibilistici, che in ordine alle sperimentazioni di fenomeni e processi molto più complessi.

Da un punto di vista pratico, per quanto inerente lo studio del tempo atmosferico abbiamo sottolineato in passato, come i modelli meteorologici siano l’unico strumento “evoluto” che attualmente abbiamo a nostra disposizione per ottenere previsione dettagliate oltre le 24/36h.

La loro “innata” struttura deterministica, unitamente al supporto delle “ensemble integrations” , ci permette di valutare le accuratezze ed affidabilità circa le varie scadenze previsionali.

Il loro naturale limite viene imposto nel seguente riscontro:

nel lungo termine, quando viene raggiunto ed oltrepassato il limite teorico di predicibilità insito in ogni qualsiasi modello non lineare in cui spesso sorge “perentorio” il caos deterministico;

nel breve termine, quando il problema di sbilanciamento dei campi (vorrei ricordare l’effetto di “spin up”), gli elevati tempi di calcolo per l’analisi del modello non consentono di avere analisi affidabili in un ristretto campo operativo.

Per quanto concerne i modelli climatici, operazioni di calcolo assai più complesse e piene di interferenze, si può riscontrare che in questo ambito si apprezza ancora di più la capacità del modello simulativo nel poter leggere “fenomenologie” e processi che scaturiscono all’interno di sistemi multi complessi rivolti a sistemi diversi in mutua interazione.
Pertanto, verso questa direzione, mi sembra ovvio che il limite maggiore che attualmente possiamo riscontrare è riferibile alla situazione piuttosto lontana che non permette la “ricompattazione” di ogni qualsiasi sistema reale.
Altri limiti, importanti, sono da riscontrare nella, spesso, scarsa risoluzione orizzontale/verticale che un modello presenta; solo in parte compensata dalle tecniche di regionalizzazione.

Tramite gli attuali e recenti risultati, ottenuti attraverso l’applicazione del metodo simulativo per le previsioni del tempo e lo studio del clima, sparsi in tutto il mondo, sono la miglior soluzione ai limiti simulativi.

Un segnale, molto importante, attualmente ed in fase di ulteriore approfondimento, è quello che riguarda i modelli accoppiati atmosfera-oceano che, unitamente all’utilizzo delle ensemble integrations, ci porta oggi ad estendere l’orizzonte di predicibilità fino a giungere ed ottenere previsioni stagionali nei termini e scenari per alcune grandezze, come la temperatura e le precipitazioni molto vicini alla realtà. Esempi di importanza climatica non irrilevanti ci giungono invece dall’interferenza dei raggi cosmici e le variabilità solari sulla formazione delle nubi, che si vorrebbero inserire nei modelli climatici. Questo risultato porterebbe ad un futuro molto più chiaro ed all’ottenimento di modelli, il più possibile onnicomprensivi, che possano contribuire in maniera determinate ad uno studio più articolato e completo circa il rapporto atmosfera/Terra.

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