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Graduale spostamento verso est del vortice freddo dell’Arcipelago Canadese, incoraggiato dalla temporanea intensificazione del VP stratosferico

di Michelangelo Nitti
04 Feb 2005 - 11:40
in Senza categoria
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Analisi della circolazione nord emisferica a 500 hPa by GFS. Fonte: https://grads.iges.org/pix/hemi.fcst.html.
Nel Nord Emisfero l’andamento dell’altezza di geopotenziale sulla superficie isobarica a 500 hPa presenta ancora notevoli anomalie positive, a conformazione quasi anulare, principalmente tra il 50° e il 60° parallelo. Ciò determina, nel complesso, flussi zonali anormalmente deboli, soprattutto alle medie latitudini, con prevalenza di scambi meridiani e frequenti “wave break”.
Una vasta anomalia positiva di geopotenziale, con massimi di circa 250 m a 500 hPa, si estende dalla Siberia orientale al vicino Oceano Pacifico. È associata allo sviluppo di un nuovo “blocking” nord pacifico, collocato un po’ più ad ovest di quello precedente.
Quest’anomalia è in collegamento con un’altra, particolarmente forte, sulla Siberia occidentale, con anomalie di geopotenziale di oltre 250 m a 500 hPa, associata ad un moderato “blocking”.
Il “blocking” nord atlantico è in fase di temporanea, parziale, attenuazione, ma è destinato a rinvigorirsi per lo spostamento verso levante di una forte anomalia di geopotenziale, ora sul Labrador, con uno scostamento dalla norma di oltre 250 m a 500 hPa.

Queste anomalie troposferiche sono da mettere in relazione con il profondo rimodellamento della circolazione stratosferica dell’Emisfero Boreale, verificatosi nella seconda metà del mese passato.
La persistenza di un intenso “E-P flux” ha determinato un’ulteriore, graduale, attenuazione del flusso zonale stratosferico e un debole “stratwarming”. Il vortice polare stratosferico è ancora debole e continua a risentire di notevoli disturbi meridiani prodotti, in parte, dall’anticiclone che staziona alle latitudini temperate e sub-tropicali dell’Oceano Atlantico e, in misura maggiore, da un intenso anticiclone centrato sulla Camciatca, associato a pulsazioni calde provenienti dall’Asia centro-orientale.
Nei prossimi giorni si manifesterà una graduale, moderata, attenuazione dei disturbi stratosferici, con conseguente scomparsa del “minor warming” ed intensificazione contenuta del VP.
L’asse maggiore del vortice polare ellittico continuerà a ruotare in senso anti-orario; poi tenderà a diventare quasi circolare. L’intensità degli anticicloni stratosferici subirà un progressivo, parziale, ridimensionamento. Quello più robusto avanzerà in pieno Oceano Pacifico; quello atlantico migrerà su Africa settentrionale e Mediterraneo.

Queste dinamiche stratosferiche favoriranno, nel breve termine, il manifestarsi di residui disturbi nella circolazione troposferica, poi dovrebbero determinare un temporaneo incremento del flusso zonale, con moderata progressione delle grandi onde planetarie.
Un grande promontorio anticiclonico stazionerà per qualche giorno sul Pacifico centro-orientale, incoraggiato da “forcing” prodotti da anomalie termiche oceaniche, poi migrerà gradualmente sul Nord America occidentale, agganciandosi al “forcing” indotto dalle Rocky Mountain. Anche il promontorio bloccante che insiste sull’Atlantico subirà un graduale, debole, spostamento verso levante.

Le modificazioni che avverranno nella media e alta troposfera boreale, soprattutto nel medio termine, risentiranno anche dei forcing” di matrice tropicale, specialmente nello scenario euro-atlantico.
Da alcuni giorni le dinamiche tropicali incoraggiano lo sviluppo, nell’Oceano Atlantico, di “blocking” pulsanti in senso meridiano. Quasi sicuramente, nel medio-lungo termine, questa figura anticiclonica continuerà a manifestarsi, ma le interferenze con i “forcing” stratosferici produrranno un’accentuazione del carattere pulsante del blocco anticiclonico e, come sopraccennato, una contenuta traslazione dello stesso verso est.

Le intrusioni d’aria artica, che puntano principalmente sul continente europeo, tendono così a diventare sempre più sporadiche, ma anche più imponenti. Ciò anche per il graduale spostamento verso est del profondo vortice freddo in quota che da lungo tempo indugia sull’Arcipelago Canadese, spostamento favorito dalla temporanea intensificazione del VP stratosferico.
Secondo il modello di previsione GFS, questo centro d’azione si porterà, nel giro di 8-9 giorni, sul Nord Atlantico. Poi dovrebbe andarsi a collocare sull’Europa nord-orientale per il modesto spostamento verso est dell’asse del promontorio atlantico, in fase d’allungamento verso le latitudini artiche.
Probabilmente saranno soprattutto le porzioni centro-orientali dell’Europa e del Mediterraneo ad essere coinvolte in questa modalità di circolazione, con una massiccia irruzione di aria artica marittima, che dovrebbe poi subire un processo di continentalizzazione.
Questa nuova, imponente, colata artica, prevista dal modello GFS, sarà favorita, presumibilmente, da una nuova affermazione, nella troposfera, del trasporto meridiano di calore e momento, incoraggiato dal ritorno ad una circolazione stratosferica debole e disturbata.

Nel medio-lungo termine dovrebbe progressivamente affermarsi, nell’emisfero boreale, una circolazione a “wave 3pattern”, con moderati blocchi anticiclonici sull’Oceano Artico.
La prima onda planetaria quasi stazionaria si collocherà, probabilmente, a ridosso delle Montagne Rocciose. La seconda, gigantesca, onda di Rossby, a carattere marcatamente pulsante, dovrebbe collocarsi sull’Atlantico centro-orientale, alimentata, oltre che da fenomeni di risonanza, da “forcing” termici e di derivazione tropicale. La terza, grande, onda risonante, sostenuta anche da forzature indotte dal Tibet e dagli altri imponenti sistemi montuosi asiatici, si stabilirà, presumibilmente, sull’Asia centro-orientale.
Lo sviluppo di deboli blocchi anticiclonici artici delocalizzerà, ancora una volta, grandi vortici freddi in quota a latitudini più meridionali e l’affermarsi di grandi ondulazioni meridiane incoraggerà questi vortici ad alimentare vaste e profonde saccature. Una di queste dovrebbe, come anzidetto, interessare l’Italia, forse intorno alla metà di questo mese, coinvolgendola nuovamente nella morsa del freddo.
È ancora troppo rischioso abbozzare una previsione su questo tipo d’evoluzione, ma il periodo nel quale dovrebbe sopraggiungere la nuova irruzione artica è in genere molto favorevole al manifestarsi di ondate di freddo sul nostro Paese.

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