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Gennaio 1985, il Polo Nord a Novara – Analisi meteorologica. Vent'anni dopo, la ricostruzione di uno degli episodi di gelo più intensi del XX secolo

di Stefano Di Battista
13 Gen 2005 - 12:38
in Senza categoria
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gennaio-1985,-il-polo-nord-a-novara-–-analisi-meteorologica.-vent'anni-dopo,-la-ricostruzione-di-uno-degli-episodi-di-gelo-più-intensi-del-xx-secolo
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Per l’Italia il gelo del 1985 è annoverato fra i tre più importanti episodi del XX secolo, insieme al gennaio – febbraio 1929 e al febbraio 1956. Il freddo, come mostrano i dati, ebbe una replica, anche se meno intensa, nei ‘giorni della merla’ (29-31 gennaio). La nevicata che interessò la Pianura Padana fra il 13 e il 17 gennaio invece, a buona ragione può essere definita quella del secolo.

Nelle località indicate i rapporti meteorologici non riportano le altezze in centimetri della neve, bensì i millimetri di acqua equivalente che, tra il 14 e il 17 gennaio, ammontano ai seguenti valori: Bellinzago 113; Biandrate 60,8; Lumellogno 72,8; Galliate 77. Considerando che, nella fase iniziale, le temperature erano abbondantemente sotto zero, un millimetro può corrispondere a uno spessore nevoso di circa 1,3 centimetri; tuttavia, col riscaldamento successivo (il 17 gennaio le massime tesero a diventare positive), la compressione dovuta a neve più pesante ridusse il manto.

E’ comunque postulabile che i valori in millimetri di acqua possano essere tradotti in centimentri di neve e che quindi, a Bellinzago, sia stato toccato il metro di accumulo al suolo. D’altro canto, secondo le misure del Servizio meteorologico dell’Aeronautica militiare, a Cameri l’accumulo fu di 90 centimetri.

Una precitazione del genere, nella Pianura Padana non ha eguali nel corso del XX secolo. In montagna invece, a causa delle basse temperature presenti anche negli strati immediatamente superiori, la nevicata fece registrare altezze simili a quelle delle località di pianura: il che rientrò nell’assoluta normalità.

immagine 1 del capitolo 1 del reportage gennaio 1985 il polo nord a novara analisi meteorologica Una foto che ritrae Bellinzago sepolto dalla neve.

Foto dall’archivio di Novara Oggi

Cerca per tag: meteo clima

Pubblicato da Stefano Di Battista – Novara Oggi

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Per l’Italia il gelo del 1985 è annoverato fra i tre più importanti episodi del XX secolo, insieme al gennaio – febbraio 1929 e al febbraio 1956. Il freddo, come mostrano i dati, ebbe una replica, anche se meno intensa, nei ‘giorni della merla’ (29-31 gennaio). La nevicata che interessò la Pianura Padana fra il 13 e il 17 gennaio invece, a buona ragione può essere definita quella del secolo. Nelle località indicate i rapporti meteorologici non riportano le altezze in centimetri della neve, bensì i millimetri di acqua equivalente che, tra il 14 e il 17 gennaio, ammontano ai seguenti valori: Bellinzago 113; Biandrate 60,8; Lumellogno 72,8; Galliate 77. Considerando che, nella fase iniziale, le temperature erano abbondantemente sotto zero, un millimetro può corrispondere a uno spessore nevoso di circa 1,3 centimetri; tuttavia, col riscaldamento successivo (il 17 gennaio le massime tesero a diventare positive), la compressione dovuta a neve più pesante ridusse il manto. E’ comunque postulabile che i valori in millimetri di acqua possano essere tradotti in centimentri di neve e che quindi, a Bellinzago, sia stato toccato il metro di accumulo al suolo. D’altro canto, secondo le misure del Servizio meteorologico dell’Aeronautica militiare, a Cameri l’accumulo fu di 90 centimetri. Una precitazione del genere, nella Pianura Padana non ha eguali nel corso del XX secolo. In montagna invece, a causa delle basse temperature presenti anche negli strati immediatamente superiori, la nevicata fece registrare altezze simili a quelle delle località di pianura: il che rientrò nell’assoluta normalità. Una foto che ritrae Bellinzago sepolto dalla neve. Foto dall’archivio di Novara Oggi Cerca per tag: meteo clima Pubblicato da Stefano Di Battista – Novara Oggi Inizio Pagina

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