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Esperance, Australia Occidentale: 221 mm in 48 ore

di Giovanni Staiano
06 Gen 2007 - 09:58
in Senza categoria
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esperance,-australia-occidentale:-221-mm-in-48-ore
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Immagine satellitare dell'Australia delle 4.30 GMT di venerdì 5 gennaio. Nel sud si notano l'intensa nuvolosità tanto a ovest, sull'Australia Occidentale (dove si trova Esperance, battuta da piogge incessanti) quanto, più a est, sulla regione di Adelaide, nell'Australia Meridionale, dove però le precipitazioni erano modeste.
Piogge da record hanno colpito la parte sud dell’Australia Occidentale tra mercoledì mattina e venerdì mattina. All’aeroporto di Esperance, città costiera frequentata per villeggiatura, sono stati registrati 221 mm in 48 ore. L’accumulo di giovedì 4 gennaio, pari a 172 mm, rappresenta il nuovo record giornaliero per la località. Abbiamo già scritto ieri che la media di gennaio è di soli 22 mm, quella dell’intero semestre caldo (ottobre-marzo) è di 170 mm. La intensa perturbazione, alimentata anche dai “resti” del ciclone Isobel, si è manifestata anche con forte vento, fino a 69 miglia orarie (111 km/h) nelle raffiche.

Sempre in Australia Occidentale, da segnalare la minima di soli 7,0°c all’aeroporto di Perth venerdì 5 gennaio e la massima di 16,2°C di giovedì 4 gennaio a Southern Cross, dove tre giorni prima si erano toccati 39,5°C.

Piogge torrenziali collegate all’ex ciclone Clovis hanno alluvionato parte del Madagascar occidentale tra mercoledì e venerdì. A Besalampy, registrati 270 mm in 54 ore (tra mercoledì mattina e venerdì pomeriggio, ora locale). Nello stesso periodo, 392 mm a Maintirano.

Una intensa perturbazione, di cui abbiamo già scritto ieri, ha colpito parte del Brasile orientale questa settimana. A Cordeiro, nello stato di Rio de Janeiro, 334 mm di pioggia sono stati registrati tra lunedì mattina e venerdì mattina. L’ondata di maltempo ha causato 27 vittime e oltre 1000 senzatetto, obbligando inoltre le autorità ad evacuare oltre 11000 persone, le cui abitazioni erano minacciate da alluvioni o frane.

Altre piogge intense, non collegate alla citata perturbazione, hanno investito lo stato brasiliano del Rio Grande do Sul, il più meridionale del paese. Passo Fundo ha registrato 141 mm in 48 ore, tra mercoledì e venerdì mattina. Nel medesimo periodo, 112 mm a Encruzilhada do Sul.

In questi ultimi giorni l’Iran ha fatto notizia per le temperature molto basse delle aree montuose, fino a -30°C. Notevole però è stata anche la sequenza che ha registrato Abadan, nel sudovest del paese, sullo Shatt-el-Arab, tra il 29 dicembre e il 4 gennaio. In questi 7 giorni, le massime hanno oscillato tra 11,8° e 15,4°C e le minime tra 0,2° e 2,2°C, con una media di 12,9° e 1,1°C. Le medie delle minime sono 10°C in dicembre e 7°C in gennaio, quelle delle massime 18° e 15°C, quindi lo scostamento è stato notevole. Venerdì 5 gennaio gli estremi di Abadan sono stati 2,4° e 15,8°C, mostrando quindi il campo termico evidenti segni di ripresa, come pure nel settore montano, in particolare quello nordoccidentale, dove Saghez e Zanjan hanno registrato minime -17,0° e -17,8°C, contro -26,4° e -23,0°C del giorno precedente.

Il caldo imperversa in quasi tutta Europa. Tra le nazioni che stanno facendo registrare gli scarti più significativi dalla norma, spicca la Danimarca. In questo paese, giovedì 4 gennaio Copenaghen ha fatto segnare estremi termici 5,6°/8,3°C e Odense 6,6°/9,4°C. Venerdì 5 gennaio, estremi 5,8°/8,4°C a Copenaghen, 6,5°/8,8°C a Odense. In gennaio le medie di Copenaghen sono -1°/2°C, quelle di Odense -1°/3°C. Dal 20 dicembre a oggi, solo una volta Copenaghen ha fatto segnare una minima negativa, con -0,8°C il 29 dicembre, giorno in cui la massima è stata +6,1°C, la più bassa di tutto il periodo considerato. Nello stesso periodo a Odense il termometro non è mai sceso sotto lo zero.

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