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Domenica temporalesca

di Matteo Tidili
06 Ago 2006 - 22:59
in Senza categoria
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domenica-temporalesca
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Cumulogenesi questo pomeriggio in alta Val Trebbia (Appennino Ligure) fotografata dal versante emiliano. Foto di Luca Bertolli.
Si chiude con una giornata molto instabile, questa prima settimana di agosto che sembra voglia percorrere un nuovo trend climatico. I modelli infatti lasciano intravedere speranze temporalesche ancora per tutta la prossima settimana, con recrudescenza dei fenomeni, abbastanza marcata, intorno alle giornate di mercoledi e giovedi quando più o meno tutte le regioni saranno interessate da fenomeni. E anche dopo ferragosto sembra che questo tipo di tempo non voglia lasciar strada a più consone condizioni per il periodo, intraprendendo addirittura strade quasi autunnali stando alle ultime proiezioni modellistiche…ma di questo è ancora troppo presto parlare.

Anche oggi molti temporali, anche con fulminazioni a fondoscala, hanno vivacizzato la giornata sull’Appennino centro meridionale, quello toscano, la Sardegna nord orientale e orientale e anche il mar Tirreno.

Ma quali cause, fondamentali, hanno portato alla formazione di tutta questa fenomenologia?

Inanzitutto la fortissima divergenza alla quota di 300hpa nell’Appennino centromeridionale, specie nelle zone interne della Campania, Molise e Puglia, dove le jet streams hanno raggiunto i 45 nodi provocando di conseguenza, convergenza negli strati atmosferici prossimi al suolo e innescando di riflesso moti conevettivi. Infatti maggiore è la quantità d’aria che sfugge in quota, maggiore sarà il richiamo d’aria nei bassi strati per colmare tale deficit.

Analizzando le carte dei venti alla quota di 10 metri, si ritrova una zona di convergenza in prossimità dell’Appennino, con venti che provengono da nord sul lato adriatico della catena montuosa e venti da sud ovest sul lato tirrenico. Leggera convergenza pure sul nord est della Sardegna.

Aria fredda, per il periodo, alla quota di 500hpa, la quale incentiva parecchio lo sviluppo dei temporali, nonostante l’umidità nei bassi strati non sia elevatissima, tradita da valori modesti di precipitable water

Ed infine, dando uno sguardo ai restanti indici d’instabilità, erano presenti valori molto elevati di Cape, Total Totals e Indice Whiting

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