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Correnti a Getto nell’ondata di freddo 1985, breve ricerca

di Andrea Meloni
08 Gen 2007 - 09:45
in Senza categoria
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Jet Stream alla quota di 250 hPa (6/10 gennaio 1985), i vettori indicano come le correnti si siano disposte dalla Groenlandia verso l'Italia, mentre, come è noto, al suolo ed alle quote medie atmosferiche, soffiavano venti dalla Russia. Fonte NOAA.^^^^^Le correnti alla quota di 850 hPa nel periodo 6/10 gennaio 1985 mostrano un rallentamento in coincidenza del nucleo più freddo. Fonte NOAA.^^^^^Le temperature medie alla quota di 850 hPa durante il picco di gelo del gennaio 1985 (giorni dal 6 al 10). In violetto i valori più bassi con il Burian che soffiò sino all'Italia. Fonte NOAA.^^^^^Jet Stream alla quota di 250 hPa (6/10 gennaio 1985), la temperatura. Si osservi la totale assenza di temperature basse laddove si avevano al suolo. Da sola questa cartina dovrebbe evidenziare che non ci sono relazioni tra Jet Stream e ondate di gelo. Fonte NOAA.
Può una corrente di scarso spessore governare il clima del Pianeta? Può causare siccità, alluvioni, ondate di calore o di gelo? Il Jet Stream è una corrente di alta quota.

Le Correnti a Getto o Jet Stream sono venti che soffiano in alta Troposfera, a quote prossime ai 12.000 metri. Esse si sagomano con minore evidenza nel seguire l’evoluzione delle correnti a quote più basse, di laddove si origina gran parte del tempo atmosferico.

Le Correnti a Getto sono poco soggette alle variazioni delle correnti di quote inferiori, esempio 5500 metri e non hanno il potere di governare il tempo atmosferico.

Ci sono due principali Correnti a Getto alle latitudini polari, ciascuna in tutti e due gli Emisferi, e due minori correnti subtropicali più vicine all’Equatore. Nell’Emisfero Boreale le correnti caratterizzano principalmente le latitudini comprese fra i 30°N e i 70°N, sono poste ai confini più meridionali del Vortice Polare di alta quota. Le Correnti subtropicali soffiano fra i 20°N e i 50°N e soffiano ai confini dell’aria tropicale.

Ma può la sola analisi e previsione dell’evoluzione della Correnti a Getto determinare traccia del tempo che ci sarà nel futuro? E’ possibile dare certezza di ondate di gelo? Di tempo perturbato, di caldo, siccità?

Le Correnti a Getto si spostano insieme agli anticicloni ed alle depressioni delle quote inferiori, anche se ne sono abbastanza indipendenti. Le Correnti a Getto si trovano in Troposfera, sono dei forti venti di alta quota.

Il Jet Stream è un vento intenso, spesso furioso che soffia da occidente verso oriente, da solo non sono produce un raffreddamento o riscaldamento atmosferico.

Durante i gelidi giorni che vanno dal 6 al 10 gennaio 1985, sull’Italia si ebbe un’eccezionale fase di freddo con correnti che venivano dalla Russia sino al Mar Mediterraneo centrale, in talune località della Val Padana, come punte estreme si sfiorarono -30°C, in Italia Centrale i -20°C.

La ricerca che presentiamo svolge un’analisi del Jet Stream, per individuare cosa avvenne all’epoca, per chiarire se c’è una relazione tra queste venti di alta quota e le ondate di gelo.

Avvertendo che l’atmosfera è un sistema complesso, che le correnti a 12.000 metri influenzano alcuni profili del tempo delle quote inferiori e viceversa, è risaputo che il freddo non si origina a tali altezze.

Durante le ondate di freddo maggiori in Europa, le Correnti del Jet Stream più intense, ovvero quelle che trasportano le perturbazioni atlantiche, si spostano di latitudine verso il Nord Africa.

La prima mappa che troverete sotto, illustra come durante la fase più acuta di gelo, la Corrente a Getto si sia spostata a sud dell’Italia, rimanendo appena allacciata a quella atlantica con cui compie un’acuta saccatura. Esiste un’effimera bozza della circolazione che potremo osservare a quote più basse.

Per lo stesso periodo abbiamo prodotto una cartina delle correnti a quote molto inferiori, circa 1500 metri, ovvero 850 hPa. Come noterete, la relazione tra correnti a 850 hPa e 250 hPa, in una veduta d’insieme appare molto lieve.

Per reperire una relazione, abbiamo utilizzato anche cartine della temperatura media misurata in quei giorni.

La prima mappa indica i valori alla quota di 850 hPa. Si osservi l’espansione dell’aria gelida dalla Russia verso l’Italia in tutta la sua maestosità.

La seconda carta, siamo all’altezza del Jet Stream (250 hPa) disorienterebbe anche il più esperto nel confermare la presenza di un’ondata di gelo: una bolla d’aria relativamente calda interessa il Nord Italia, così come tutta la regione d’Europa dove si ebbe la grave fase gelida.

Appare sempre più evidente che una diretta conseguenza tra Jet Stream e ondate di gelo sono inesistenti.

Infatti, le ondate di gelo si sviluppano nelle quote atmosferiche medio-basse e non nel Jet Stream che per altro è anche piuttosto sottile come spessore, ed è ben lungi da sfiorare le quote dove abitiamo.

Il Jet Stream è uno dei vari elemento atmosferici che comunque appare un buon indicatore della maggiore attività delle perturbazioni atlantiche, anche se tuttavia non è questa corrente a produrle e trasportarle.

In conclusione, il Jet Stream non porterà mai il freddo, le mappe del NOAA lo illustrano nel campo del tempo del passato, anche durante la più maestosa ondata di gelo degli ultimi 30 anni.

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