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Coperta anticiclonica distesa sull’Italia, solleone. Una perturbazione sfiora le Alpi e porterà qualche temporale

di Ivan Gaddari
23 Ago 2010 - 08:03
in Senza categoria
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L'Italia è protetta da un'Anticiclone di natura africana, con ondata di caldo associata. La perturbazione visibile oltre le Alpi sarà in grado di lambirle portando isolati temporali sui settori centro occidentali.
In milioni, oggi, torneranno a lavoro. Il controesodo ha riportato in città chi scelse le ferie a cavallo del Ferragosto, è anche vero però che c’è chi è appena partito e chi ancora partirà. Settembre, è risaputo, di solito è un bel mese e a dispetto dell’ingresso dell’Autunno meteorologico è capace di condurci in lunghe fasi altopressorie che poco hanno da invidiare ai giorni migliori di Luglio e Agosto. Considerando l’Agosto di quest’anno, al Centro Nord soprattutto, ci vuole davvero poco. Basterebbe semplicemente una settimana di sole e caldo e il gioco sarebbe fatto.

Non scordiamoci che l’attuale fase di bel tempo s’è concretizzata da qualche giorno e prima che venisse a trovarci il caldo Anticiclone africano, transitarono diverse perturbazioni che causarono maltempo su varie zone Peninsulari. Per ora il mese è stato splendido dall’inizio soltanto al Sud e in Sicilia e i cieli sereni accomunano l’intero Stivale dalla metà della passata settimana. Le prospettive per l’attuale – che ci traghetterà alla conclusione mensile – sono ottime e se si eccettua qualche passaggio temporalesco sulle Alpi, dovrebbe dominare una coriacea figura anticiclonica.

Il fine settimana è stato caratterizzato – oltre al bel tempo ovviamente – da una circolazione d’aria secca di provenienza settentrionale, che ha celato l’azione africana limitando il rialzo termico sul versante Adriatico, al Sud e nelle Isole Maggiori. Il perché della ventilazione “rinfrescante” è legato al posizionamento anticiclonico, che rispetto agli albori si è spostato ad ovest e spingendo verso nord si è congiunto temporaneamente con una figura stabilizzante di origine continentale.

Così facendo ha innescato un rialzo delle temperature al Nord, con crescita dell’umidità e locali condizioni d’afa. Valori non eccelsi, a fatica al di sopra dei 30 gradi. Ma come detto quelle percepite sono risultate un po’ più alte. Nulla di paragonabile all’ondata di caldo che ci interessò al Luglio, allora infatti vi fu una persistente azione anticiclonica che schiacciò l’aria calda al suolo e innescò una risalita termico-umida inusitata. Stavolta non si sono raggiunti quei livelli e non si raggiungeranno neppure ora che la colonnina di mercurio potrebbe salire un altro po’.

Sta cambiando la circolazione. Vedete quella perturbazione che va a lambire le Alpi? Penetrando in parte sull’Europa occidentale ha innescato una rotazione dei venti dai quadranti meridionali al Nord e occidentali al Centro e Sardegna. La disposizione al Settentrione farà sì che il termometro varchi più facilmente la soglia dei 30 gradi, con punte che in Romagna – a seguito del Garbino – dovrebbero toccare i 33/34 gradi. Valori simili anche in Puglia, nelle aree interne insulari e nelle valli tirreniche.

E’ interessante tornare per un attimo alla perturbazione atlantica in quanto capace di innescare qualche temporale pomeridiano/serale sui rilievi alpini settentrionali piemontesi, lombardi e valdostani. Le precipitazioni dovrebbero risultare più vivaci sulla Val d’Ossola e sussiste il rischio di qualche precipitazione consistente sino alla Zona dei Laghi Lombardi.

Qualche altro temporale potrebbe aversi sull’Appennino meridionale e nelle zone interne sicule. Una residua instabilità associabile a quella circolazione d’aria fresca menzionata in apertura ma che ora è in fase di attenuazione. La cumulogenesi dovrebbe riuscire a manifestarsi anche in qualche tratto dell’Appennino centro settentrionale, risultando tuttavia poco minacciosa.

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