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Caldo senza fine, fronte atlantico irrompe sul Nord-Ovest

di Mauro Meloni
07 Ago 2008 - 19:47
in Senza categoria
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Un fronte atlantico prova a sfondare la roccaforte anticiclonica entrando sul Nord-Ovest, mentre il resto d'Italia resta protetto dalla forte struttura altopressoria sub-tropicale. Da notare comunque delle isolate manifestazioni temporalesche da calore su alcune aree appenniniche meridionali. Copyright 2008 Eumetsat.
Non c’è tregua al caldo che da giorni avvolge con continuità gran parte del Centro-Sud, per via della perseverante azione di un promontorio altopressorio inizialmente di matrice oceanica, ma che si è trasformato sempre più in una campana anticiclonica dai connotati sub-tropicali.

L’approfondimento di un’onda depressionaria sull’Europa Occidentale ha infatti causato un richiamo alle nostre latitudini della dorsale sahariana, esercitando di conseguenza la forzata risalita di masse d’aria calda d’origine nord-africana.

Il cuore della rimonta calda sub-sahariana, dapprima presente tra Mediterraneo Occidentale e Penisola Iberica, si è spinta maggiormente verso est, interessando più direttamente le nostre regioni, in particolar modo i bacini insulari.

La Sardegna appare la regione più colpita, con isoterme ad 850 hPa che sfiorano i 25 gradi sulle coste meridionali. Deboli correnti sciroccali hanno causato un sensibile rialzo termico su alcune aree interne e sui settori occidentali dell’Isola. Le punte di 40 gradi, già toccate ieri in maniera isolata, oggi sono rilevate in maniera più diffusa, anche in qualche area ove non si raggiungevano dall’estate del 2003.

Fra le località monitorate dal Servizio Meteo Nazionale, Alghero Fertilia risulta essere la località più calda con 39 gradi, seguita dai 38 gradi di Foggia Amendola e da altre due stazioni meteo presenti in Sardegna, quella di Decimonannu e quella di Capo Caccia, quest’ultima collocata non così distante da Alghero, lungo la fascia costiera nord-occidentale.

La saccatura, protesa sull’Europa Occidentale, annuncia un imminente cambiamento anche sulle nostre regioni, in quanto destinata a traslare gradualmente verso levante. I segnali della modifica delle condizioni meteorologiche sono ben evidenti dalla nuvolosità che ha raggiunto i settori nord-occidentali della Penisola.

Si tratta della parte più avanzata del ramo perturbato, collegato alla stessa saccatura, il cui minimo ciclonico principale appare centrato nei pressi del Canale della Manica. Fenomeni temporaleschi sono già segnalati sulle zone alpine tra Valle d’Aosta ed Alto Piemonte, ma nelle prossime ore potranno propagarsi a parte della Val Padana occidentale.

Appena ieri i temporali avevano interessato parte del Nord, anche lungo le aree di pianura, per via dello scorrimento di masse d’aria molto cariche d’umidità al suolo, le quali hanno favorito una forte attività convettiva nelle ore più calde, coadiuvate da infiltrazioni d’aria fresche alle quote superiori dell’atmosfera.

Qualche focolaio temporalesco si è formato nel pomeriggio di oggi, in analogia a quanto accaduto ieri, sulla dorsale appenninica meridionale. L’attività elettrica è segnalata fra Appennino Molisano e rilievi lucani meridionali. Su queste zone agisce ancora una componente d’aria leggermente più fresca in quota, che contrasta col feroce riscaldamento diurno degli strati prossimi al suolo.

Nella giornata di domani ci sarà spazio per una temporanea accentuazione del caldo su parte del Centro-Sud Peninsulare e sulla Sicilia, ove si porterà l’apice dell’avvezione calda nord-africana. L’onda depressionaria nord-atlantica, pur trascinandosi verso est, non sarà in grado di portare fenomeni di rilievo sul Centro-Sud, ma garantirà un flessione della cupola anticiclonica, con conseguente ingresso di correnti più fresche nel week-end.

Non è dunque atteso un vero scossone delle condizioni estive, in considerazione del fatto che ad inizio settimana una nuova ondata di caldo si spingerà ancora una volta al Centro-Sud, segnale comunque di un’atmosfera dinamica e propensa agli scambi di masse d’aria per via meridiana, con il nostro Settentrione sempre esposto ai disturbi derivanti dalla vigorosa attività del vortice ciclonico centrato sulla Gran Bretagna.

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