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Anticiclone dall’Africa si dirige in Italia, da domani via alla prima ondata di caldo dell’Estate

di Ivan Gaddari
08 Giu 2010 - 11:25
in Senza categoria
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Domani primi spifferi d'aria sahariana nelle Isole e il bel tempo interesserà un po' tutta Italia. Faranno eccezione i settori alpini centro occidentali, ove insisterà un po' di instabilità diurna.^^^^^Nel fine settimana l'ondata di caldo raggiungerà probabilmente il suo apice, con valori termici elevati soprattutto al Sud e sulla Sicilia. Il Nordovest sarà ancora soggetto a una maggiore incertezza atmosferica con episodi di instabilità.
In questi ultimi giorni il tempo è migliorato, pur con qualche disturbo di natura instabile qua e là. Sull’Italia si è affermato un campo di Alta Pressione che trae origine dal Nord Africa, ciò nonostante almeno per ora non abbiamo avuti picchi di caldo notevoli. Quelli si registreranno nei prossimi giorni e state certi che il termometro, in qualche regione, farà registrare temperature elevate, anche di 35 gradi.

Cerchiamo di capire perché farà così caldo. Anzitutto è necessario risalire alle cause che portano l’Anticiclone africano nel Mediterraneo. Ovviamente, anche il termine stesso ne spiega l’origine, si tratta di una figura che solitamente in Estate staziona nell’Africa settentrionale. Può capitare però, e nelle ultime stagione è successo tante volte, che quando un sistema di Bassa Pressione si dirige sulla Spagna, o ancor di più verso il Marocco, si gonfia una bolla d’aria calda che risale a nord. E’ chiaro che l’Italia, essendo uno dei Paesi geograficamente più vicini, è spesso la prima ad esserne coinvolta.

Abbiamo descritto una configurazione tipo, che si sta manifestando già in queste ore. Stamane, nel Buongiorno Italia, vi abbiamo proposto un’istantanea satellitare che abbiamo pensato di rielaborare per mostrarvi un ampio sistema perturbato sull’Europa occidentale. Si sta scavando un minimo di Bassa Pressione tra la Francia e la Penisola Iberica, dove poi si isolerà l’intera struttura e stazionerà in loco per vari giorni. Nel contempo, dall’Africa, sta risalendo l’Anticiclone e già domani estenderà i suoi effetti alle due Isole. I venti di Scirocco annunceranno l’ingresso dell’aria calda, le temperature cresceranno e inizierà a far caldo. Nei giorni successivi l’onda traslerà un po’ verso est e i picchi di caldo si trasferiranno al Centro e al Sud.


Ci siamo avvalsi di una premessa perché illustrare le condizioni meteorologiche previste richiede poco tempo. Di certo l’aspetto più rilevante sarà quello termico. Ci saranno delle regioni dove la colonnina di mercurio potrebbe raggiungere picchi massimi di 35/36 gradi. La Puglia, per esempio, probabilmente il Palermitano. Aree ove il caldo sarà intenso e anche altrove non andrà meglio. Valori di 32/33 gradi saranno raggiunti in svariate località del Centro Sud e in Sardegna. Non solo, il caldo si propagherà in parte al Nord Italia e le zone più calde dovrebbero essere quelle pianeggianti dell’Emilia Romagna, del basso Veneto e della bassa pianura lombarda. Anche in questo caso le massime raggiungeranno e forse varcheranno i 30 gradi.

C’è da dire tra l’altro che anche se saremo soggetti a un tempo di tipo anticiclonico, i cieli non saranno totalmente sgombri da nubi. Transiteranno stratificazioni qua e là, ma nulla di così preoccupante. Potremmo osservare spesso quell’aspetto lattiginoso tipo delle avvezioni di calore.

Un discorso diverso va invece fatto per l’Italia Settentrionale. Il lato meno forte dell’Alta Pressione sarà ubicato grosso modo al Nordovest. Spifferi d’aria umida, legati al sistema perturbato iberico, accresceranno la nuvolosità e si avranno condizioni di instabilità sui settori alpini. I temporali dovrebbero interessare principalmente le Alpi occidentali, la Valle d’Aosta e i rilievi lombardi. E’ da valutare la possibilità che qualche episodio temporalesco possa sconfinare nella pedemontana e in pianura. Rischio che potrebbe accrescersi domenica e in avvio della prossima settimana, quando tra l’altro il brontolio dei tuoni si udirebbe anche sull’Appennino emiliano e nei rilievi dell’Alto Adige.

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