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In via di dissolvimento l’anticiclone di blocco artico

di Michelangelo Nitti
01 Dic 2004 - 13:06
in Senza categoria
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L'analisi a 500 hPa della circolazione atmosferica nell'emisfero  nord. Fonte: https://grads.iges.org/pix/hemi.fcst.html.
Nella media troposfera dell’Emisfero Nord persiste una figura di circolazione a tre onde, tipica di questo periodo dell’anno ed un anomalo blocco anticiclonico polare.
L’anticiclone bloccante centrato, nelle carte a 500 hPa, in prossimità del Polo Nord è in graduale indebolimento e secondo le proiezioni GFS, dovrebbe dissolversi nel corso dei prossimi 4-5 giorni.
Il graduale attenuarsi del blocco artico porterà a latitudini sempre più alte i vortici ciclonici derivati dalla frammentazione del vortice ciclonico polare e così il flusso zonale prenderà il sopravvento sui promontori anticiclonici bloccanti su tutto il Nord Emisfero.

La prima onda emisferica risonante si configura come un vasto promontorio anticiclonico, stabilmente posizionato nell’estremità orientale dell’Oceano Pacifico. È in fase d’ampliamento e di contrazione latitudinale, in risposta all’estendersi verso est delle forti correnti zonali del Pacifico centrale ed occidentale. Nei prossimi giorni queste correnti occidentali raggiungeranno, con il loro treno d’onde perturbate, il Nord America occidentale, dove sono previste intense precipitazioni ed un notevole rialzo termico.

La seconda onda risonante, in pieno Atlantico, è in temporaneo arretramento per lo sviluppo di una semi-onda effimera sull’Europa orientale. Tra i due centri anticiclonici continuano a svilupparsi piccole saccature e depressioni di limitata estensione che determinano tempo incerto, localmente perturbato sull’Europa sud-occidentale, nell’Africa nord-occidentale e nel settore centro-occidentale del Mediterraneo.
Il modello GFS prevede che tutti questi centri d’azione vengano letteralmente spazzati via dal rinforzo del “westerly” intorno al 5-6 dicembre. Il promontorio atlantico andrà a coricarsi sull’Europa occidentale assumendo una disposizione SW-NE, mentre le perturbazioni atlantiche torneranno a visitare il Nord Europa.

La terza, grande, onda anticiclonica emisferica, sull’Asia centrale, tende gradualmente ad indebolirsi e a migrare verso l’Estremo Oriente. Nei prossimi giorni sarà sostituita da un nuovo promontorio anticiclonico poco pronunciato posizionato a nord del Tibet, favorito dal “forcing” orografico prodotto del gigantesco altopiano. Anche quest’evoluzione nella media troposfera asiatica risente dell’invecchiamento del blocco polare e della crescita del flusso zonale alle medie latitudini.

Il grande vortice freddo che s’interpone tra la prima e la seconda onda anticiclonica risonante, sta migrando verso levante ed è ora posizionato sul Canada centro-orientale, con temperature polari al suolo. Continuerà a spostarsi verso est, raggiungendo il Labrador tra il 5 e il 6 dicembre.
L’aria fredda associata a questo centro d’azione e quella connessa ad una saccatura sul settore centrale del Nord America, entreranno in conflitto con correnti caldo-umide oceaniche alimentando un’intensa frontogenesi sull’Atlantico centro-occidentale. Le perturbazioni atlantiche, trasportate da veloci correnti sud-occidentali, andranno poi a visitare, come precedentemente accennato, il Nord Europa.

I vortici ciclonici russo-siberiani si fonderanno gradualmente in un vasto ciclone sub-polare che andrà poi a saldarsi col profondo vortice freddo canadese. Ciò dovrebbe consentire l’ingresso, dopo il 5-6 dicembre, del flusso perturbato atlantico sulla Russia, con copiose nevicate.

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