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La circolazione atmosferica dell’Emisfero Boreale tende ad assumere caratteri consoni al semestre freddo… non senza qualche grosso scossone

di Michelangelo Nitti
11 Dic 2004 - 16:58
in Senza categoria
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Mappa d'analisi della circolazione emisferica. Fonte: https://grads.iges.org/pix/hemi.fcst.html.
Nella media e alta troposfera del Nord Emisfero continua gradualmente a tramontare la circolazione a tre grandi onde risonanti, mentre importanti mutamenti sono in atto nella stratosfera.

Un vigoroso vortice ciclonico stratosferico centrato sull’Artico sta assumendo forma ellittica, specie alle medie latitudini, con asse principale Nord America – Asia centrale. L’accoppiamento dell’intensa circolazione stratosferica con l’analoga troposferica ha favorito, negli ultimi giorni, un’accelerazione zonale su gran parte del Nord Emisfero, in modo particolare sul comparto pacifico.
Ora è in atto lo sviluppo di “blocking” sul Nord America occidentale, favorito dalla rotazione antioraria dell’asse principale del vortice stratosferico.
È in fase d’accentuazione il blocco anticiclonico esteso in quota dal continente europeo alla Novaja Zemlja. Permane un debole promontorio dinamico ad onda lunga e poco sviluppato in senso meridiano sul comparto asiatico centrale, con colate artiche sull’Estremo Oriente, soprattutto a nord del 40° parallelo.
Nel complesso, quindi, tende a prevalere nella troposfera un’eccitazione delle “onde di Rossby”, con progressiva riduzione della velocità zonale delle correnti in quota e incremento del trasporto meridiano di calore e momento.

Il modello GFS, per i prossimi giorni (in modo particolare dopo il 16 dicembre), prevede tendenza a “wave2 pattern”, con graduale retrogressione delle principali onde risonanti verso il Pacifico occidentale e l’Atlantico centrale, favorita dall’attenuazione delle correnti zonali occidentali. Dovrebbe inoltre svilupparsi un debole blocco anticiclonico artico.
Le anomalie termiche oceaniche, in modo particolare quelle del Pacifico centro-orientale, eserciteranno un’azione di “forcing” soprattutto sulla prima “onda di Rossby”.
Alla crescita di un potente promontorio bloccante nel Pacifico centro-orientale, in una configurazione tipicamente invernale a due grandi onde risonanti, seguirà la propagazione nella stratosfera del “forcing” troposferico. Il processo sarà favorito dalla rotazione dell’asse ellittico del vortice ciclonico stratosferico.
Tutto questo potrebbe sconvolgere la circolazione stratosferica, che si è dimostrata, finora, relativamente “tranquilla”, con successive, notevoli, ripercussioni sulla troposfera.

Tra le novità derivanti da questo rimescolamento delle carte… meteorologiche, ci sarà la graduale scomparsa del ramo meridionale del “jet stream” sul Nord Africa. L’accoppiamento di questa “corrente a getto” con piccoli vortici mediterranei ha determinato condizioni di tempo instabile o perturbato sul medio-basso Mediterraneo centro-occidentale. Il tempo in quell’area tenderà così, gradualmente, a migliorare, anche se solo temporaneamente.
Dopo il 16-17 di questo mese, la tendenza al “blocking” ad onda lunga sul comparto Atlantico centrale e occidentale, favorirà le colate artiche marittime sull’Europa, con improvviso sviluppo di configurazioni ad elevata vorticità relativa positiva che favoriranno le correnti ascensionali (la vorticità relativa è una misura della velocità di rotazione dell’aria intorno a un asse verticale. Tale rotazione è definita positiva quando è antioraria).
Nella media e alta troposfera, s’interporrà tra i due blocchi anticiclonici una vigorosa depressione sub-polare, centrata prevalentemente sull’Arcipelago Canadese, in fase d’ulteriore approfondimento. Essa protenderà ripetutamente pronunciate saccature verso il Nord America orientale, dove si prevedono intense ondate di freddo.
Il conflitto tra l’aria fredda associata a questo centro d’azione e le correnti calde ed umide oceaniche, sosterrà lo sviluppo baroclino del settore orientale del sistema e la conseguente attività ciclonica, con notevole frontogenesi nell’Atlantico occidentale.

La circolazione a 2 onde risonanti è sfavorevole al potenziamento dell’onda associata al “forcing” del Tibet. Nei giorni a venire questa forzatura orografica determinerà sull’Asia centrale un’onda anticiclonica poco sviluppata, con scarse spinte meridiane. Degna di nota è la fusione di questo modesto centro d’azione con una potente alta pressione sub-tropicale in crescita sull’India nord-occidentale. La quasi sovrapposizione del “subtropical jet stream” (sul bordo nord-occidentale dell’alta sub-tropicale) e della corrente a getto del fronte polare (associata ad una profonda saccatura in quota lungo il confine tra Europa ed Asia) darà luogo a forti e ripetute ondate di maltempo sull’Iran e, in misura minore, nel Golfo Persico e nell’Afghanistan.

Il vortice ciclonico siberiano a 500 hPa si rivelerà molto più debole di quello nord americano e separato da questo dall’interposizione di una debole alta pressione bloccante nel settore siberiano dell’Artico. Questo “blocking” artico sarà un po’ rinvigorito da un breve “meeting” con la seconda onda risonante, prima della retrogradazione di quest’ultima in pieno Oceano Atlantico.

La circolazione atmosferica dell’Emisfero Boreale tende dunque ad assumere caratteri consoni al semestre freddo, ma… non senza qualche grosso scossone!

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