Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da precipitazioni particolarmente abbondanti e continue in Sicilia, che hanno accentuato il grave dissesto idrogeologico e si vive una situazione d’emergenza sempre più grave giorno dopo giorno. Il ricordo dell’alluvione d’Ottobre è ancora molto vivo sul messinese, quando una frana travolse la zona di Giampilieri. Le frane stanno nuovamente colpendo la provincia di Messina, ai piedi dei Monti Nebrodi: dopo Raccuja (440 ordinanze di sgombero), San Fratello (evacuazione di 2000 persone, praticamente la metà del paese), anche nell’abitato di Tusa la protezione civile ha disposto l’evacuazione di 20 famiglie a rischio.
La Calabria non è stata certo risparmiata dal maltempo ed anche qui i distacchi franosi creano grande apprensione: nella giornata di lune un intero costone della montagna è franato a ridosso del centro di Maierato, paese di 2300 anime in provincia di Vibo Valentina ove prosegue il precauzionale sgombero in massa dei residenti: gli sfollati saranno sistemati nella scuola di polizia e nel palazzetto dello sport di Vibo Valentia. Inoltre sono stati allestiti punti di raccolta in varie scuole dei paesi della provincia.
Questa situazione è stata determinata da piogge insistenti, che ormai persistono da giorni. Non si sono infatti avuti i classici nubifragi che determinano alluvioni lampo, con tantissima pioggia capace di cadere in un lasso di tempo ristretto. Osservando le rilevazioni dell’Arpacal per Vibo Valentia (primo grafico in alto), spicca di sicuro la persistenza per più giorni delle precipitazioni: nell’arco della prima quindicina del mese, appena trascorsa, sono state solo due le giornate in cui non si sono avute precipitazioni, mentre il totale complessivo dei fenomeni ammonta a quasi 200 millimetri, di cui la maggior parte caduti dal 6 Febbraio. Chiaramente si tratta di un quantitativo davvero eccessivo e molto sopra la media, abbastanza difficile da ammortizzare per terreni già provati da mesi molto piovosi fin dall’inizio dell’Autunno e per la grave situazione di rischio idrogeologico che in realtà renderebbe necessario un riassetto complessivo di messa in sicurezza dell’intero territorio.
Le frane e gli smottamenti non danno pace nemmeno nel cosentino e nel catanzarese, anche qui rendendo necessaria l’evacuazioni degli abitanti d’alcune case a rischio. Paradossalmente, proprio l’intenso maltempo ha lasciato senz’acqua Catanzaro ed hinterland dal pomeriggio di domani: la piena del fiume Alli, che scorre a monte del Capoluogo, ha infatti trascinato un tratto d’acquedotto che serve la città, lasciando così a secco i rubinetti con situazioni maggiormente difficili per gli ospedali e per le cliniche, che si sono riforniti d’acqua dalle autobotti della Protezione civile regionale. La pioggia sta riprendendo ora a cadere su Catanzaro, ma vanno rilevati i ben 175 millimetri caduti senza sosta dal 9 Febbraio fino alla giornata di ieri.