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Analisi UKMO: ancora instabilità sulla penisola

di Simone Zanardini
07 Giu 2008 - 11:54
in Senza categoria
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Proiezione per il giorno lunedi 9 con Alta delle Azzorre in tentativo d'espansione verso il centro Europa. Fonte mappa: www.meteogiornale.it/mappe.
L’proiezione proposta da UKMO merita un’analisi approfondita per capire le possibili tendenze atmosferiche in arrivo dalla prossima settimana, che al momento appaiono non improntate per una stabilizzazione seria del tempo sull’Italia.

Analisi breve termine

Su scala Europea si evidenzia una situazione depressionaria a tutte le quote, con doppio vortice depressionario in quota e centro di depressione al suolo sull’Adriatico. L’alta pressione permane nei pressi delle coste europee atlantiche, con massimi di pressione sulle isole Azzorre. L’alta delle Azzorre rimane confinata ad ovest, permettendo un continuo afflusso di correnti più fresche ed umide verso il Mediterraneo occidentale, con ingresso dal sud della Francia. L’aria entra in contatto con la corrente a getto subtropicale, in estensione verso la parte meridionale del Mediterraneo, e più a nord si generano blande situazioni depressionarie in grado di creare notevole instabilità. L’alta pressione delle Azzorre si estende dall’Atlantico fino alla Scandinava e al Polo Nord, andando a creare continui presupposti favorevoli per afflussi da nord di aria più fresca.

Il tempo che ci riguarderà sarà soprattutto caratterizzato da instabilità atmosferica, determinata dalle continue blande depressioni che si vengono a creare nel Mediterraneo.
La situazione al suolo è destinata a migliorare pian piano, con una graduale e lenta risalita della pressione atmosferica che però per le giornate di oggi, domani e lunedì, è vanificata al centro-nord da una rimanente circolazione depressionaria in quota e da nuclei di aria più fredda e umida vaganti, forieri di forte instabilità pomeridiana, serale e notturna.

Analisi medio-lungo termine

Quello che appare dalle mappe odierne del MET-Office è un tentativo dell’alta delle Azzorre di impadronirsi dell’Europa, con massimi di pressione non più estesi al nord Europa ma anche verso il centro Europa ed evoluzione propensa ad una normalizzazione del tempo.
Nel frattempo una goccia fredda, figlia della circolazione atmosferica attuale, sembra posizionarsi sulla penisola iberica andando a determinare una risalita della corrente a getto subtropicale ed un parziale tentativo di risalita dell’alta pressione africana, che nel frattempo è relegata al basso Mediterraneo. Purtroppo il tentativo sembra destinato a naufragare per il “vizio” dell’alta pressione atlantica di puntare ancora a nord.

L’evoluzione ci proietta per Mercoledì ad una circolazione ancora basata sui meridiani, con nuova discesa del getto polare verso il Mediterraneo e aria fredda che, pilotata dalle nuove depressioni posizionate sulla Scandinavia, scenderà sul bordo orientale del ponte azzorriano proteso dalla sua sede naturale fino al Polo Nord.

La proiezione non ci consente, pensando anche alla situazione preesistente depressionaria sulla Spagna che potrebbe fare da catalizzatore alle correnti fredde da nord, di sperare in una guarigione del tempo nei prossimi giorni.

UKMO mostra una discesa fredda, forse più consona ai mesi di inizio primavera, invadere l’Europa centrale e meridionale, con interessamento anche della nostra penisola. In questo caso la barriera Alpina rimane un forte deterrente alle incursioni polari e il forte calo termico sarà confinato proprio a nord delle Alpi, dove lo zero termico potrebbe anche portarsi localmente sotto i 2000 metri.

L’Italia potrebbe invece essere nuovamente sede di una circolazione depressionaria centrata ad est della penisola, con condizioni di tempo instabile anche se non caratterizzato dalla forte presenza di umidità come in questi giorni, con tempo più frizzante, fresco, alternando ampie schiarite e fenomenologia locale temporalesca anche di forte intensità.

Ritornerà quindi una nuova fase non propriamente estiva, dopo un tentativo fra martedì e mercoledì di affermazione di bel tempo, con instabilità relegata solo alle zone alpine e prealpine della penisola.

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