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Velature sul Nord con sporadici temporali sulle Alpi, primi 30 gradi in Sardegna

di Mauro Meloni
12 Mag 2009 - 20:22
in Senza categoria
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La figura anticiclonica ad alte latitudini e quella sul Mediterraneo Centro-Orientale dominano lo scenario generale sul Continente Europeo. L'area cdi bassa pressione sulle coste franco-iberiche riesce ad inviare il proprio messaggio debolmente instabile lungo uno stretto corridoio di divisione fra i due anticicloni, riuscendo a coinvolgere anche le zone alpine. Copyright 2009 Eumetsat.
La persistenza anticiclonica, che va ormai avanti dalla fase conclusiva della scorsa settimana, si riflette direttamente sulle temperature che, giorno dopo giorno, hanno guadagnato qualche grado portando il contesto climatico a delle caratteristiche simil-estive. Come nelle previsioni, nella giornata odierna un alito più caldo e secco di matrice nord-africana, alle medie quote della troposfera, si è spinto verso la Penisola e più in particolare sulla Sardegna, alla quale spetta la palma di regione più calda quest’oggi.

In base alle rilevazioni delle stazioni del Servizio Meteorologico Nazionale, sugli aeroporti di Alghero ed Olbia si è infatti raggiunta la fatidica soglia dei 30 gradi. Questo valore è stato sfiorato su diverse zone della Penisola, soprattutto i settori interni, come dimostrano i 29 gradi raggiunti a Guidonia, provincia di Roma, ed i 28 gradi toccati in diverse località della Puglia, dell’Emilia, della Sicilia e della Calabria.

Il caldo fa parlare di sé, per il resto le condizioni meteo appaiono molto simili a quelle delle giornate precedente. Non vi è solo l’Anticiclone sub-tropicale, ma anche quello protagonista su parte dell’Europa Centro-Settentrionale, ben evidenziato dalla vasta area generalmente priva di nubi significative che si estende dall’Islanda fino alle nazioni baltiche. Quest’opposizione anticiclonico frena il flusso atlantico che non troverà varchi nemmeno nei prossimi giorni, riuscendo a puntare invece il Mediterraneo Centro-Occidentale.

Per il momento, invece, il flusso temperato oceanico è piuttosto debole e riesce a sospingere un corridoio nuvoloso dalla Penisola Iberica verso la Repubblica Ceca e la Slovacchia. Queste nubi riescono ad infiltrarsi nella zona che si frappone fra le due differenti azioni anticicloniche, innescando violenti contrasti termici accentuati dall’afflusso d’aria temperatura ed umida nei bassi strati.

Tale flusso instabile riesce a coinvolgere solo in misura marginale le aree settentrionali italiane con le nubi più intense addossate alle cresta alpina di confine con alcuni rovesci temporaleschi sui settori altoatesini. Per il resto, le nubi presenti sul resto del Nord sono risultate tutt’altro che consistenti, mentre il sole è stato l’autentico protagonista dello scenario meteorologico sulle restanti zone del Paese.

Il caldo, che continuerà ancora nei prossimi giorni, è dovuto non solo all’azione di masse d’aria calde provenienti dal Nord Africa, ma all’azione d’avvitamento verso il basso della massa d’aria, il tutto indotto dall’alta pressione particolarmente forte alle quote superiori dell’atmosfera. Si conferma il probabile cedimento di questa struttura di alta pressione a partire da venerdì per la penetrazione più decisa di una saccatura atlantica, il cui unico varco possibile sembra dover essere proprio il bacino centro-occidentale del Mediterraneo.

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