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Una zonalità “alta” che ci porterà un lungo periodo alto pressorio

di Marco Piscicelli
06 Dic 2004 - 20:45
in Senza categoria
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L'indice AO elaborato dalle ENS. Fonte: www.cpc.ncep.noaa.gov.
Dunque una semipermanente in gran spolvero in grado di portarci sopra le teste un bell’anticiclone disposto sui paralleli mediterranei;
questo sembra il leit motiv dei prossimi 7/10 giorni estrapolabile anche dall’analisi delle proiezioni NAO ed AO che vedono una fase positiva almeno fino a circa la metà del mese.
Poi qualcosa sembrerebbe radicalmente cambiare con un indice NAO in deciso e vistoso calo, unitamente alla stessa tendenza dell’indice AO e che, in soldoni, potrebbe significare una perdita di potenza del vortice polare nella sua sede (fra il 65° e il 90° parallelo N) e un deciso “rilassamento” delle westerlies, ovverosia del getto che potrebbe andare ad assumere un andamento molto più ondulato.

Purtroppo una zonalità molto alta e “circoscritta” alle alte latitudini europee non in grado, sembrerebbe, di lanciare saccature “polari marittime” verso l’europa centro-meridionale come poteva apparire qualche giorno addietro; di certo non sarebbe stato un ritorno all’inverno “vero”, ma perlomeno una fase che avrebbe potuto apportare delle buone precipitazioni sull’arco alpino e temperature un pò più consone al periodo al passaggio dei fronti nord-atlantici.
Invece, anche alla luce delle ultime emissioni modellistiche, sembrerebbe rinnovarsi l’obiettivo iberico/atlantico portoghese di queste saccature, che poi andrebbero ad isolarsi in “cut-off” in area basso atlantica; di “risposta” una bella “campana” alto pressoria dovrebbe dominare la scena sull’europa centrale e mediterranea.

Unica insidia é e rimane sul breve quel cut-off basso mediterraneo che apporterà condizioni di maltempo sulle due isole maggiori e sul sud peninsulare, segnatamente versante tirrenico; per il resto il centro peninsulare vedrà cieli grigi e qualche precipitazione in un contesto termico comunque mite e dalle caratteristiche prettamente autunnali, mentre il nord vedrà cieli via via più sgombri, con nebbie e inversioni termiche in via di progressiva accentuazione a partire dai settori centro-occidentali padani; il settore di nordest infatti, in una prima fase, con la complicità di una ventilazione nordorientale piuttosto attiva, vedrebbe cieli perlopiù sereni o poco nuvolosi, che riporteranno le temperature minime notturne a valori più consoni al periodo (inversioni) ma almeno in questa prima fase manterranno le temperature diurne di parecchi gradi sopra le medie del periodo.

Verso l’inizio della terza decade del mese, i principali modelli stanno dando ripetuti segnali di un radicale cambio di scena, cosa che apparirebbe confermata anche dall’andamento dell’indice NAO; ciò non toglie che tali segnali potrebbero anche essere anticipati, preludendo ad un progressivo e radicale cambio già intorno alla metà del mese.
In ogni caso tengo a ribadire che non vi é nulla di anomalo in una fase del genere e soprattutto all’inizio del trimestre invernale: una normalissima fase “alto zonale” che sembra comunque rivestire caratteri di temporaneità in attesa di una forte ripresa dell’attività del vortice polare verso latitudini centro-meridionali europee; d’altro canto personalmente non credo ad un hp russo-siberiano che possa tornare in scena sul comparto europeo, quanto più ad un’area alto pressoria in area finno-scandinava in “connubio” col vortice polare “russo” nei prossimi mesi invernali.

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