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Stratwarming e correlazione con le ondate di gelo: dicembre 1984

di Andrea Meloni
07 Dic 2006 - 10:37
in Senza categoria
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Stratwarming del dicembre 1984. In arancione le anomalie termiche alla quota di 10 hPa. E quello del 1986, con le anomalie tra il 5 ed il 15 febbraio. Fonte NOAA. Per ingrandire le immagini, potrete cliccare sopra.

Molto si è scritto sullo Stratwarming, però, tantissimo si è anche frainteso. Stratwarming è un improvviso e vistoso riscaldamento della stratosfera. Le misurazioni avvengono con i palloni sonda.

La Stratosfera è separata dalla Troposfera (dove si realizza il tempo atmosferico) da una sottile zona di transizione detta Tropopausa, di spessore variabile con la latitudine e con le stagioni. La Tropopausa è caratterizzata dalla presenza di correnti aeree ad alta velocità dette Jet Stream (correnti a getto), che scorrono con punte sino a 200-300 km/h.

Subito al di sopra della sottile Tropopausa inizia la Stratosfera. Questa regione si estende dal limite superiore della Tropopausa sino a circa 40 km. La temperatura resta inizialmente quasi costante a -55 °C sino a 20 km di altezza, poi sale ad una media di circa 0 °C al suo limite superiore, dove inizia la Stratotropopausa. Nella Stratosfera, l’aria è molto rarefatta, è una zona di quiete, il vapore acqueo è scarsissimo, ma talvolta si può condensare in nubi iridescenti o madreperlacee.

Anche a queste quote si manifestano variazioni di temperatura, ed alcuni scienziati portano avanti da anni uno studio che cerca di individuare una connessione tra quanto succede quassù ed il suolo. In particolare, parrebbe che ci sia una relazione tra ondate di gelo e variazioni termiche della Stratosfera.

Le maggiori ondate di freddo che hanno interessato l’Europa e l’Italia, sono state precedute da un forte riscaldamento della Stratosfera che riscontriamo dalle anomalie termiche del periodo. Ma non è sempre così.

Una delle più marcate ondate di gelo del passato recente, fu quella tra la fine del gennaio 1999 ed i primi del febbraio, quando una massa d’aria artica iniziò un viaggio dall’Artico russo verso sud ovest, attraversò mezza Europa e giunse in Italia dove gli effetti furono a macchia di leopardo, con un fortissimo evento di gelo al Sud e le Isole Maggiori, con nevicate sulle coste. Ma la neve imbiancò anche alcune località delle coste nord africane.

Nell’analisi della temperatura a 10 hPa del periodo riscontriamo un’anomalia negativa, ovvero l’anti “Stratwarming”. Tra il 21 ed il 31 gennaio 1999 si ebbero valori termici molto più bassi della media su tutta l’Europa. In Russia oltre 20°C più freddo della norma. Non si ebbe alcun Stratwarming.

Il dicembre 1984, periodo di vigilia della storica ondata di gelo che investì Europa ed Italia, le cose andarono diversamente:

un pesante riscaldamento della Stratosfera si realizzò in Atlantico, mentre in Russia ed Europa i valori erano di poco più bassi della media.

Ad iniziare dal 5 gennaio 1985, aria freddissima raggiunse l’Italia, iniziarono le prime nevicate in pianura. Fu il maggiore evento di freddo del dopoguerra dopo quello del 1956.

Tra il 5 ed il 15 febbraio 1986, un violento Stratwarming si realizzò in Russia, Medio Oriente e buona parte dell’Europa, Italia compresa. Subito dopo si ebbe una notevole ondate di gelo sull’Europa.

Ma ancora, mentre in Italia il clima era mite, tra il 5 ed il 15 dicembre 1996, una forte anomalia della temperatura caratterizzò la Stratosfera in Europa, con valori molto superiori alla norma in tutta la fascia orientale del Continente.

Il 26 dicembre 1996, aria di lontane origini sarmatiche affluì sull’Italia. Buona parte del Paese ebbe per diversi giorni temperature molto al di sotto della media, mentre il freddo fu terribile nell’Europa centrale.

Alla luce di quanto descritto, lo Stratwarming è le ondate di gelo hano delle reali correlazioni, tuttavia non sempre dopo un forte riscaldamento il freddo raggiunge l’Italia. Potremo presentare numerosi altri eventi di Stratwarming in cui il gelo ci ha solo sfiorato.

Comunque, la teoria dello Stratwarming è valida se considerata al fine di una previsione meteo su scala continentale, o meglio, come supporto all’evoluzione indicata dai modelli matematici per la media e bassa Troposfera, sempre e solo per un contesto su vasta scala.

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