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Sistema ciclonico sull’Italia: esordio di Giugno sotto piogge e temporali

di Mauro Meloni
01 Giu 2009 - 17:13
in Senza categoria
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L'immagine satellitare focalizzata sull'Italia mostra da vicino la perturbazione in azione sulle nostre regioni, con minimo barico prossimo alle coste centrali tirreniche. Si evidenzia il flusso più temperato ed instabile che risale dal Golfo Libico, che conferisce energia a tutto il sistema che evolve molto a rilento. Copyright 2009 Eumetsat.
Un vigoroso peggioramento ha preso piedi fra ieri ed oggi su gran parte dell’Italia, rendendo pertanto alquanto instabile questo passaggio di consegne fra il mese di Maggio e quello di Giugno. L’inizio del primo mese estivo si è presentato con una veste abbastanza insolita: rammentiamo che proprio oggi 1°Giugno, in base al calendario meteorologico, si può considerare iniziata la nuova stagione.

Riepiloghiamo rapidamente le modalità con cui questo peggioramento è penetrato sul Mediterraneo: sul finire della settimana appena trascorsa l’alta pressione oceanica ha spostato i suoi massimi sulla Penisola Scandinava, andando così a pilotare verso l’Arco Alpino un vortice freddo che si è andato ad isolare sui settori centro-orientali europei.

Il progressivo cedimento barico sul Mediterraneo ha così attivato una vigorosa confluenza fra masse d’aria diametralmente opposte, le quali hanno così dato il via alla nascita di una vigorosa circolazione ciclonica a livello del mare sul cuore della nostra Penisola, a cui si lega il sistema perturbato in azione su quasi tutte le regioni. Il sistema ciclonico sta risucchiando correnti più miti ed umide dal Golfo Libico e dai settori orientali del Mediterraneo, le quali conferiscono ulteriore energia ai fenomeni convettivi per la penetrazione incisiva dell’aria più fredda in quota.

La struttura depressionaria si è così impossessata a tutte le quote dei mari italiani, ecco perché non stiamo assistendo ad una semplice situazione d’instabilità come normalmente può capitare in questo periodo, ma ad un vero e proprio transito perturbato in minimo ciclonico chiuso, attualmente posizionato sul Tirreno Centrale ed in lento spostamento verso levante.

Come previsto, le aree più coinvolte dal maltempo sono le regioni centrali ed in particolar modo l’Umbria, il Lazio e la Toscana, zone ove gli apporti pluviometrici, fin dal pomeriggio di ieri, sono risultati particolarmente ingenti (picchi di oltre 100 millimetri sul ternano. In nottata la perturbazione ha colpito anche la Sardegna, con punte di 25-30 millimetri su alcune località del sassarese.

Il maltempo non risparmia nemmeno l’Abruzzo, con la pioggia ed il vento fresco che aumentano le difficoltà dei numerosi terremotati che stazionano ancora nelle tendopoli e costrette a convivere con lo sciame sismico. Non va trascurato che quella odierna, per quanto possa apparire inverosimile, è una fra le ondate perturbate più importanti dal giorno del terremoto, accaduto da ormai quasi 60 giorni.

Le ultime immagini del Satellite mostrano un significativo peggioramento sul Sud, con alcune celle temporalesche in azione sul Golfo di Gaeta, sul Cilento, sulla Basilicata, sull’Alta Calabria e sul nord della Puglia. Come sottolineato in precedenza, l’aria calda ed umida risucchiata dal Mar Libico contrasta con le masse d’aria più fresche in seno al vortice ciclonico. Attualmente i maggiori contrasti si vanno pertanto spostando al Sud, con l’attività elettrica più significativa benché le piogge continuino a lunghi tratti battenti sul Centro Italia, in un contesto climatico decisamente autunnale, come dimostrano le temperature massime rimaste sotto i 20 gradi sulle zone maggiormente interessate dai fenomeni. Sui versanti adriatici delle regioni centrali sono ancora attese precipitazioni molto corpose, a causa delle correnti orientali, in seno al minimo ciclonico al suolo, che causeranno un significativo effetto stau d’impatto contro la dorsale appenninica.

Il Nord Italia è stato interessato più marginalmente dagli effetti della perturbazione, con precipitazioni in genere confinate all’Emilia Romagna, parte della Liguria e del Piemonte. Rovesci si sono avuti anche su talune zone alpine, causati nella scorsa notte dal transito del nucleo freddo in quota. Non sono mancate sporadiche e coreografiche nevicate fino a quote di poco inferiori ai 2000 metri, abbastanza insolite per l’inizio di Giugno.

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