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Riuscirà l’Atlantico a porre fine al dominio africano?

di Ivan Gaddari
01 Lug 2015 - 13:06
in Senza categoria
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Caldo terribile:
da noi, fortunatamente, si respira ancora. Ma provate a chiedere a spagnoli e francesi. Oppure ai britannici, ai belgi, agli olandesi. Perché su questi Paesi l’Anticiclone africano esprimerà un potenziali devastante, quel potenziale che ha condotto i termometri a 40°C in Francia e a 45°C in Spagna. Valori desertici, che magari non verranno registrati nei Paesi suddetti, ma che in seguito all’aumento dell’umidità daranno luogo a condizioni climatiche a dir poco soffocanti.

Italia sotto la canicola:
va fatta una precisazione: l’inclinazione dell’asse anticiclonico è tale per cui a soffrire maggiormente saranno le regioni del Nord, le centrali tirreniche e la Sardegna. Qui si raggiungeranno i picchi termici maggiori, che localmente non faticheranno a varcare la soglia dei 35°C. Sulle adriatiche e al Sud, invece, le temperature saranno un po’ più basse. Tra l’altro proprio al di là dell’Adriatico è presente un’area ciclonica importante, che determina fresco incipiente e violenti temporali.

L’afa:
non possiamo far altro che confermare quanto scritto nel precedente editoriale: ciò che ci farà soffrire maggiormente sarà l’afa. L’innalzamento dei tassi di umidità riguarderà soprattutto la Val Padana e le aree costiere, laddove l’indice di calore raggiungerà i valori più alti. Le temperature percepite, per intenderci, potrebbero sfiorare – se non addirittura superare – i 40°C in varie città d’Italia. Un altro elemento da non trascurare è il calore ulteriore apportato dalle aree urbane.

Crescenti temporali pomeridiani:
nei prossimi giorni osserveremo temporali di calore non soltanto sulle Alpi, ma anche sull’Appennino meridionale. Sui rilievi del Sud incideranno gli sbuffi d’aria fresca in quota associabili alla circolazione instabile ellenica, che proverà ad erodere parzialmente il fianco orientale dell’Anticiclone.

Occhio alla goccia fredda ellenica:
dovremo tenerla d’occhio perché sembrerebbe in grado di procedere, con moto retrogrado, verso ovest. Alcuni modelli – soprattutto l’americano GFS – la porterebbero al Sud Italia: tale ipotesi è da tenere in seria considerazione perché se confermata potrebbe scatenare violentissimi temporali in varie zone della Penisola. Altri – ad esempio l’europeo ECMWF – ne limitano l’influenza dirottandola verso la Libia. Staremo a vedere.

E l’Atlantico?:
Si guarda con ovvio interesse alle proiezioni modellistiche oltre il 10 luglio. Proiezioni che confermano una vivace attività ciclonica nord atlantica, ma non solo. Sulla Penisola Scandinava potrebbe prendere il sopravvento un ampio Vortice Freddo in graduale estensione verso sud. Alcuni indici climatici, imprescindibili per provare ad abbozzare una tendenza previsionale, danno conferma dell’attività depressionaria oceanica, la cui invadenza dovrebbe condurre alla contrazione del promontorio anticiclonico africano. Ciò che resta da capire è se le correnti zonali saranno in grado di penetrare nel Mediterraneo e dar luogo al tanto atteso break stagionale.

Focus: evoluzione sino al 14 luglio 2015
C’è poco da dire: le condizioni meteorologiche continueranno a mostrarsi stabili e soleggiate, salvo dei temporali di calore su Alpi e poi anche sulla dorsale appenninica. Anche il caldo continuerà ad imperversare in lungo e in largo, in modo particolare nelle regioni di ponente. E poi ci sarà l’afa, che ci farà soffrire.

Il quadro meteorologico suddetto non dovrebbe subire sostanziali modifiche sino al 10 luglio, al più dovremo valutare eventuali ingerenze fresche e instabili al Sud. Si tratterebbe di quella goccia fredda di cui s’è ampiamente detto in sede evolutiva. Per metà mese avremo quasi certamente una contrazione del promontorio anticiclonico e il ritorno di violenti temporali nelle regioni del Nord.

Evoluzione sino al 19 luglio 2015
A seguire potrebbero accrescersi gli apporti instabili oceanici, che se confermati andrebbero a innescare una crisi temporalesca ben più diffusa e consistente, oltre ovviamente alla netta contrazione delle temperature.

In conclusione.
L’ipotesi del break stagionale è tutta da confermare ed è bene intendersi su una cosa: se alcuni tasselli non dovessero incastrarsi nel modo giusto c’è il rischio che il caldo africano duri anche oltre metà luglio.

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