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Residua instabilità, ma sta tornando a farci visita l’Anticiclone

di Mauro Meloni
13 Nov 2006 - 19:47
in Senza categoria
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Suggestivo paesaggio dei colli di Tortona, in provincia di Alessandria. La limpidezza del cielo con le nubi rosseggianti al tramonto s'accompagna alla foschia nei bassi strati, con relativa inversione termica. Foto a cura di Alberto Zornetta.
Novità sempre più importanti si scorgono dall’osservazione dei principali modelli matematici. Ancora una volta l’Anticiclone sub-tropicale si protenderà nei prossimi giorni all’ennesimo assalto del Mediterraneo centrale, ma in questo caso non sarà riconducibile alla blanda lacuna barica ciclonica nei pressi del Portogallo.

Piuttosto, sarà il grande sistema di vortici freddi polari e nord-Atlantici a sviluppare una marcata saccatura in direzione dell’Atlantico portoghese, dando vita a un vivace flusso mite sud-occidentale perturbato su Penisola Iberica, Francia, Germania, oltre naturalmente al Regno Unito che si troverà decisamente più vicino ai centri depressionari.

Sul nostro Paese, e in genere su tutta l’Europa centro-orientale, sarà forte in un primo tempo la risposta Anticiclonica di matrice decisamente sub-tropicale, che proverà a reggere l’avanzata verso est di tutta la notevole struttura depressionaria.

La controffensiva sub-tropicale probabilmente subirà un erosione col passare dei giorni, che si evidenzierà in maniera via via più evidente sul nord Italia, e nel finire della settimana un peggioramento più organizzato pare poter coinvolgere gran parte del centro-nord.

Si tratterebbe delle prime vere consistenti piogge autunnali (sia pur non distribuite efficacemente su buona parte del territorio), e paradossalmente dalla preoccupante situazione di siccità si potrebbe profilare un rischio d’insistenza di fenomeni precipitativi, con neve a quote medio-alte sull’arco Alpino.

Si tratta solo di un’ipotesi, comunque da rimarcare per effetto della lentezza evolutiva di tutto il regime Depressionario, che manterrebbe il suo vigore per effetto dell’alimentazione fredda artica dalla Groenlandia determinata da un Anticiclone termico di blocco posto proprio in loco, e proteso anche lungo i meridiani fin sull’Arcipelago delle Canarie.

Ma facciamo un notevole passo indietro ritornando alla situazione attuale che risente, come detto in anteprima, degli effetti residui di una debole ciclogenesi transitata ieri sulle nostre regioni. Ciclogenesi favorita dal teso flusso nord-occidentale in quota, con aria fredda principalmente diretta in area Balcanica, poiché bloccata nell’avanzata verso di noi dall’arco Alpino.

Tuttavia questa depressione secondaria, nata sottovento sul mar Ligure, è stata in grado di causare i fenomeni che attendevamo. La Campania è stata ancora una volta interessata dai maggiori fenomeni, con alcune stazioni private amatoriali del Salernitano che hanno censito accumuli sulle 24 ore di ieri ben superiori ai 50 mm.

Quest’oggi l’immagine Satellitare mostra il basso Tirreno ancora penalizzato dalla circolazione settentrionale, con la bassa Calabria, la Sicilia e il sud-ovest della Sardegna interessati dalla nuvolosità più compatta.

I “fastidi” più incisivi, nelle prossime ore, sono attesi fra il Reggino e il Messinese, ove è più alta la probabilità di precipitazioni residue grazie al contributo umido offerto dal mare, così come precipitazioni intermittenti di maggiore rilevanza potranno aversi anche sui crinali esposti a nord della Sicilia (Madonie) e del sud della Calabria.

Infine, la medesima circolazione settentrionale, favorisce l’accumulo di nuvolosità (stau) sul versante nord delle Alpi, con sconfinamento maggiore di nubi e qualche fenomeno nelle zone di confine dell’alto Adige.

Per la giornata di domani è atteso sostanziale bel tempo grazie all’incremento di pressione a tutte le quote, ma come già anticipato questo nuovo dominio d’Alta Pressione dovrebbe avere vita dura da metà settimana.

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