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Profonda depressione insiste al Sud, ritornante perturbata risale l’Adriatico

di Costantino Meghini
22 Ott 2007 - 18:52
in Senza categoria
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Fantastico scenario nevoso in Sardegna sul Gennargentu, a circa 1500 metri d'altezza. Anche l'isola è stata pesantemente colpita dall'ondata di freddo, con neve giunta fino a quote inferiori ai 1000 metri nel week-end. Valori rigidi questa notte su tutta la Sardegna: la stazione meteo di Alghero Fertilia ha stabilito un sensazionale record con il valore di +1,8°C (il precedente, stabilito nel 1956, era di +5,0°C). Autore foto Pierfranco Serra.
La penetrazione ciclonica sul cuore del Mediterraneo è ancora in piena azione sui mari meridionali a tutte le quote, con contrasti ancora molto vivi fra aria fredda in quota, e masse più temperate risucchiate dal Mediterraneo orientale.

Situazione che si avvia a restare compromessa anche per i prossimi giorni, in quanto il vortice subirà un vero “effetto trappola” che ne impedirà la normale evoluzione verso oriente. Seppure non più alimentato dal flusso freddo settentrionale, avrà ancora molta energia da spendere ed il Mediterraneo stesso ne alimenterà la durata.

La suddetta depressione mediterranea sarà così costretta ad un nuovo andamento retrogrado piuttosto anomalo e l’ampio giro su sé stessa la porterà a collocarsi sul finire della settimana fin verso la parte occidentale del Mediterraneo, passando in precedenza per le regioni settentrionali italiane.

La novità saliente di oggi riguarda il graduale nuovo coinvolgimento dell’alto Adriatico e di gran parte del Triveneto. Un peggioramento nelle attese dovuto alla progressiva risalita del minimo barico dalla Sicilia verso la Puglia centrale.

Una salita verso N/NE del vortice a tutte le quote, che favorisce l’estensione del ramo occluso perturbato in direzione dell’alto Adriatico, sotto l’afflusso di correnti orientali, dalle caratteristiche più umide e miti di quelle giunte in precedenza.

Masse d’aria più miti che tendono comunque a scorrere sopra quella più fredda ancora ben presente nei medi-bassi strati. Ne consegue una giornata uggiosa di tipo dicembrino sulle regioni del medio-adriatico colpite dalla ritornante occlusa. Le nubi giungono fin verso i versanti tirrenici, con sconfinamenti precipitativi fin su Umbria ed alto Lazio.

Bufere di neve sono in corso sulla dorsale appennica romagnola, ma anche fra Marche ed Abruzzo fino a quote localmente alto-collinari. Quota neve in complessiva risalita man mano ci si sposta verso sud, come evidenzia il capoluogo molisano di Campobasso (800 metri) ove la neve si è trasformata in pioggia.

Piogge consistenti colpiscono anche le aree costiere del medio Adriatico, nelle ultime 12 ore su Pescara sono stati registrati oltre 30 millimetri di pioggia, di cui 22 millimetri rilevati fra le ore 8 e le ore 14.

Ad ovest del minimo invece è l’aria dalle caratteristiche più fredde ed instabili ad esser protagonista. Masse d’aria instabili nord-occidentali che dalla Sardegna si propongono con decisione verso il basso Tirreno, fra Sicilia e Calabria.

In quest’area permane un nocciolo d’aria piuttosto freddo in quota (isoterme ancora rigide di ben -26/-27°C alla quota isobarica di 500 hPa), che determina fenomeni meteo ancora vigorosi, a carattere prevalentemente temporalesco.

Sulla Sicilia settentrionale sono in corso gli ennesimi fenomeni temporaleschi diffusi di carattere piuttosto rilevante. Sul capoluogo Palermo, nelle ultime 24 ore, si segnalano piogge superiori ai 50 millimetri. La regione continua ad essere colpita da frequenti situazioni di maltempo, tanto che su alcune località del catanese si sfiorano i 600 millimetri d’accumulo da inizio mese.

L’irruenza con cui il nucleo artico ha fatto rotta sulle nostre regioni non poteva non lasciare indelebili segni (vari record termici battuti in varie stazioni meteo ufficiali delle regioni centro-meridionali) e le conseguenze di quanto accaduto nel week-end si trascineranno nel corso di tutta la settimana costituendo una netta svolta, con possibili ripercussioni importanti anche in vista di un’evoluzione previsionale più lontana.

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