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Primi affanni dell’anticiclone: linea temporalesca si porta sulle Alpi Orientali

di Mauro Meloni
16 Giu 2009 - 18:09
in Senza categoria
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L'Italia è ancora in gran parte protetta da una vasta campana anticiclonica, insidiata sempre più da vicino dalle ondulazioni cicloniche in transito a nord delle Alpi. Si osservi una linea temporalesca, la cui coda sta interessando le nostre Alpi Orientali, ove si sono acuiti forti contrasti fra l'aria pre-esistente e spifferi più freschi d'origine nord-europea. Copyright 2009 Eumetsat.
L’anticiclone afro-mediterraneo mantiene ben salde le proprie posizioni sulla nostra Penisola, ma è costretto a fronteggiare i tentativi d’inserimento di masse d’aria instabili, collegate alle ondulazioni cicloniche in transito sull’Europa Centro-Settentrionale. I confini della vasta cellula anticiclonica si sono ristretti in quest’inizio settimana, ecco perché le nostre zone alpine sono più soggette ad esser lambite dalla fascia di confluenza fra l’aria più fresca oceanica e quella ben più calda che alimenta dal Nord Africa il campo d’alta pressione.

I settori centro-occidentali del Continente risentono di questi passaggi ciclonici: nella giornata di ieri un’intensa perturbazione temporalesca ha interessato il cuore centrale dell’Europa, con precipitazioni localmente violente soprattutto sulla Baviera. Nella giornata odierna resiste l’instabilità dovuta all’ingresso d’aria fresca a tutte le quote dal Mare del Nord, la cui avanguardia sta bussando la porta appena a nord dell’Arco Alpino. Non è immune dall’instabilità nemmeno la Penisola Iberica ed una piccola parte del bacino occidentale del Mediterraneo, interessato dalla componente meridionale ciclonica legata ad un vortice centrato in vicinanza delle Canarie.

Il campo anticiclonico, centrato sulla nostra Penisola, riesce invece ad allungarsi verso la Grecia e buona parte delle nazioni balcaniche. Il soleggiamento e le correnti tiepide associate alla struttura anticiclonica stanno portando valori non molto dissimili da quelli registrati in Italia, con punte di 37 gradi in Serbia e Bulgaria (raggiunti i 34 gradi nella capitale Sofia). La lieve flessione del campo barico, in atto sulle regioni settentrionali, è alla base dell’ingresso d’infiltrazioni d’aria più fresca sulle zone alpine, con qualche annuvolamento sul Centro-Nord.

Il sole è l’autentico padrone dello scenario meteo sulle regioni centro-meridionali, ove anche le formazioni nuvolose sulle zone interne appenniniche risultano pressoché inibite dalla forza anticiclonica presente anche alle quote più elevate dell’atmosfera. Le temperature continuano a mantenersi elevati in special modo sulle zone interne: non sono mancati nemmeno quest’oggi picchi di circa 35 gradi sulla pianura emiliana, entroterra laziale e foggiano, ma sono davvero numerose le località ove il termometro si è fermato tra i 32 ed i 34 gradi. Fra le zone più fresche non vi sono le montagne, ma bisogna rifugiarsi lungo taluni settori delle coste liguri, ove il termometro ha persino faticato a raggiungere un po’ a stento i 25 gradi.

Come già anticipato, l’aria più fresca, addossata ai versanti nord-alpini, sta iniziando a sconfinare dal settore orientale, il varco più agevole entro il quale faranno ingresso le correnti di Bora verso sera anche nei bassi strati Al momento i temporali risultano maggiormente diffusi e consistenti lungo la fascia montuosa di confine fra la provincia di Bolzano e quella di Belluno. Nelle prossime ore serali questo impulso temporalesco dovrebbe portarsi decisamente più a sud, con coinvolgimento di buona parte della pianura veneta e friulana, senza escludere talune zone dell’est della Lombardia. I fenomeni potrebbero risultare violenti, a causa di una situazione atmosferica assai congeniale alla convezione, cui farà da cornice l’aria caldo-umida che si è andata ad accumulare sul catino padano in questi ultimi giorni.

Questo primo disturbo alla tenuta d’alta pressione sarà scacciato via da una contestuale rimonta anticiclonica di matrice maggiormente atlantica, ma giungono conferme sul radicale cambio di circolazione già dal week-end e poi all’inizio della prossima settimana, per l’allungamento fin sul Mediterraneo di una saccatura ciclonica in sprofondamento da latitudini piuttosto elevate.

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