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Previsioni meteo su scala locale osservando gli animali e le piante

di Bruno Gabetti
20 Feb 2005 - 18:23
in Senza categoria
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Il più classico e conosciuto degli indicatori del tempo sono gli uccelli (soprattutto rondini e rondoni, ma non solo): il loro volo a bassa quota è quasi sempre foriero di maltempo, quando invece volano in alto portano, di solito, bel tempo.
Sempre restando tra i volatili, perlomeno nella mia zona (Basso Piemonte), un’indicazione importante proveniva dai corvi e dalle gazze: quando d’inverno si vedevano girare in voli insistenti, spesso anticipavano la neve (ho usato il passato perché oggi, purtroppo, questo indicatore è un po’ meno affidabile di un tempo in quanto, con l’aumento dei rifiuti urbani , corvi e gazze si vedono, anche nei centri abitati, un po’ in tutte le stagioni).

Quanto ai temporali, spesso cani e gatti li anticipano di parecchi minuti rispetto alla percezione umana, cominciando a dare segni di nervosismo e, a volte, di paura prima ancora che il nostro orecchi riesca a percepire i primi tuoni in lontananza.

Anche i galli, quando intonano il loro chicchiricchì in pieno giorno, e l’aria è nuvolosa e immobile, spesso sono forieri di temporale nella zona.
Le loro consorti galline-chioccie, quando hanno i pulcini, con meno perspicacia ma con un certo senso pratico, quando la burrasca è ormai in arrivo richiamano insistentemente e rumorosamente la nidiata, spingendola nel pollaio o comunque al riparo, all’ultimo momento ma in genere in tempo utile.

Quando, in montagna, le vipere sembrano un po’ intontite, è segno che sono appena uscite dai loro rifugi (in primavera) o stanno per andarci (in autunno); attenzione, questa osservazione è fondamentale non solo dal punto di vista climatico (annuncio del cambio di stagione), ma anche per motivi di sicurezza personale: essendo un po’ intorpiditi, questi rettili potrebbero non sentire l’uomo e scappare in anticipo (come fanno di solito), ma rimanere sul posto. Di solito sono assolutamente innocue ma se noi, ancora più distratti di loro, non le vediamo e magari le tocchiamo con i piedi o con le mani…rischiamo grosso!!!

Sempre ad alta quota, se vedete una marmotta ritta sull’uscio della tana che lancia forti richiami di allarme, guardatevi attorno, in alto: sicuramente c’è una minaccia in arrivo: potrebbe essere un improvviso temporale (che in quelle zone arriva velocissimo), ma anche…un rapace!!! Le marmotte, infatti, riescono a vedere un falco a grande distanza, e danno subito l’allarme.

Anche i più modesti insetti ci danno indicazioni sull’evoluzione del tempo su scala locale: le formiche che corrono freneticamente e in massa attorno alla tana sono un indicatore probabile di pioggia, così come le mosche, quando sono particolarmente noiose e propense ad entrare in casa.
L’arrivo delle sgradevoli cimici nelle abitazioni è un presagio dei primi freddi autunnali, così come tutti sanno che il volo delle graziose e leggiadre farfalle è un chiaro indice di primavera.

Anche l’osservazione delle piante può darci indicazioni utili: non solo, ovviamente, quelle stagionali che tutti conosciamo (legate alla gemmazione, fioritura, maturazione dei frutti, caduta delle foglie, ecc…), ma anche informazioni per la previsione di eventi atmosferici locali.

Un esempio ci viene dall’osservazione delle piante durante una nevicata: quando la neve non rimane più uniformemente e morbidamente attaccata ai rami, ma tende a cadere, è sintomo che la temperatura sta salendo: si annuncia quindi o la fine della nevicata (con rasserenamento e rialzo termico), o la sua trasformazione in pioggia.

Un altro esempio ci viene dall’osservazione di alcune varietà di pioppi (quelle che hanno le foglie con il lobo inferiore argenteo): quando, d’estate, i pioppi, pur in assenza di vento, mostrano il lato argenteo delle loro foglie, è indice di pressione atmosferica in calo abbinata, in certi casi, anche a correnti ascensionali; se, guardando il cielo, vedete nuvole sviluppate in altezza che si muovono e tendono a crescere, significa che il temporale si sta preparando.

Oggi abbiamo satelliti super-tecnologici e cervelloni che, risolvendo sistemi con milioni di equazioni in frazioni di una frazione di secondo sfornano modelli di previsione che, almeno fino a quattro o cinque giorni, sono ormai abbastanza attendibili.
Tuttavia, a mio parere, non dobbiamo, per questo, disperdere un patrimonio di saggezza popolare contadina che si tramanda da molte generazioni, e, se non sempre può azzeccare le previsioni del tempo, ha comunque l’importante funzione di dare un’idea “universale” di natura, intesa come grande ambiente in cui cielo, animali, piante e uomo vivono in armonia tra loro, leggendosi a vicenda e nel rispetto reciproco.

Rispetto che noi umani, a mio parere, abbiamo purtroppo in larga misura perso, in nome del progresso e della tecnologia: secondo me succede troppo spesso che molte persone siano magari capaci di aderire a movimenti ecologisti, ma non a rispettare la natura nel quotidiano (e quindi a cercare di ridurre l’uso dell’auto quando non è necessaria, a non disperdere sacchetti di plastica in giro, a non accendere troppi barbecue nel bosco, a non fare passeggiate in…fuoristrada (!!!) in una vallata alpina ancora incontaminata, ecc…).
Il rispetto presuppone l’amore, e l’amore la conoscenza: se non riusciamo più a leggere il meraviglioso libro della natura, difficilmente riusciremo ad amarlo e a rispettarlo.

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